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Il ‘non mercato’ della Lazio non lascia molto spazio ad introduzioni o all’immaginazione. Escono tre giocatori, uno, Hernanes, il più forte ed arrivano due giocatori. Uno, Kakuta un perfetto sconosciuto che tutti si augurano faccia grandi cose e qualche presenza in più rispetto a Vinicius e l’altro, Postiga che ha grande esperienza e potrà giocare solo in campionato.

 

ARRIVI: Gli arrivi non spostano molto in casa Lazio, anzi non spostano nulla. Partendo dal ‘talento’ del Chelsea, che con il Chelsea ha giocato con il contagocce tre stagioni fa, di essere mandato in prestito al Djon in Francia in un primo momento e poi al Vitesse in Olanda. Non significa nulla ok, dobbiamo vedere Kakuta in campo per giudicarlo visto che tutti trovano in lui delle spiccate doti fisiche, di velocità ed anche tecniche: ma dove lo mette Edy Reja? E’ un attaccante esterno sinistro, e perché la Lazio dovrebbe rinunciare ad un Keita così? Ed ancora, perché il tecnico dovrebbe preferire lui ad un investimento di oltre 8 milioni come Felipe Anderson? E’ un acquisto senza senso. Non si può dire lo stesso per Helder Postiga anche se pure questa operazione di mercato lascia parecchi interrogativi: nazionale portoghese, un passato in squadre di valore, qualche gol, dal 2007 ad oggi più o meno quelli di Floccari. Più dell’attuale avanti del Sassuolo, Postiga ha una eccezionale esperienza internazionale che però, non può utilizzare perché in Europa League il lusitano non potrà giocare, Floccari invece avrebbe potuto. E’ un giocatore che ha voluto Reja, lo ha seguito una settimana, è arrivato ma sfortunatamente con un infortunio che il tecnico spera smaltisca presto. Guadagna qualche centinaio di mila euro in meno di Floccari.

 

PARTENZE: Bene la cessione di Sculli che torna al Genoa dopo essere stato messo ai margini alla Lazio. La cessione di Floccari ha qualcosa di positivo, la Lazio monetizza il massimo per un giocatore che sarebbe andato a scadenza a giugno e, risparmia su un ingaggio che va oltre al milione. Dal punto di vista tecnico - tattico non è una perdita che peserà anche se in Europa almeno lui, poteva giocare. Petkovic è stato esonerato anche per non aver fatto giocare Vinicius, non ce lo inventiamo, lo ha detto Lotito. Vinicius va a Padova, giusto così, magari riuscirà a fare qualche presenza. La nota dolente, la cessione di Hernanes: è voluto partire lui, non ha voluto rinnovare lui, le colpe sono tutte le sue ed io non sto scrivendo un articolo. Una cessione che ha dell’imbarazzante, conclusa ufficialmente a 40 minuti dalla fine del mercato ma che tutti sapevano si sarebbe concretizzata da almeno un paio di giorni, il Profeta va ad una diretta concorrente, i soldi non vengono reinvestiti, Reja s’arrabbia, i tifosi manco a dirlo. Inoltre il brasiliano palesa gli obiettivi della Lazio: nessuno.

 

BILANCIO: Se si potesse mettere il segno ‘meno’ davanti ad un’eventuale voto a questo ‘disastro mercato’ sarebbe -1. Non tanto per una cessione illustre, che paradossalmente ci potrebbe stare, se da quella cessione arrivassero giocatori dello stesso livello. Invece oltre il danno, la beffa perché Hernanes dichiara che :’Al massimo con la Lazio posso ambire ad una Coppa Italia’. La Lazio dunque non ha futuro, e non lo dice un giornalista che potrebbe essere completamente avulso da tutto, ma lo dice un giocatore al quale gli fa eco l’allenatore: ‘Dieci giocatori hanno rifiutato la Lazio. Nessuno vuole venire alla Lazio, che ci posso fare?’. I rifiuti poi diventeranno 5/6 ma poco cambia. Biabiany ha preferito rimanere al Parma, Giovinco, Vucinic e Quagliarella la comoda panchina dello Juventus stadium, Mbaye ha declinato perché ha ritenuto ridicola l’offerta di salario, Matri perché la Fiorentina ha un progetto migliore. Serve altro? Nulla, a parte certificare la mediocrità del progetto Lazio che non ha portato altro che ad indebolire una rosa già in difficoltà. Per fortuna c’è Reja e per fortuna ci sono dei giocatori che hanno ancora voglia di dimostrare.