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  • Laziomania: è già la Lazio di Tudor, in attesa della rivoluzione. E il Mago sorprende ancora

    Laziomania: è già la Lazio di Tudor, in attesa della rivoluzione. E il Mago sorprende ancora

    • Alessandro De Felice
    Con le unghie e con i denti. Gara dopo gara, senza guardare oltre. Una ‘finale’ alla volta per provare a rendere meno amaro l’epilogo di una stagione che si è complicata, e non poco. La Lazio vince di misura a Marassi contro il Genoa e dà un segnale importante di ripresa in ottica qualificazione alle coppe europee in vista della prossima stagione. La Champions League resta lontana, in attesa di capire il reale distacco in seguito alle gare della Roma contro Bologna e Udinese, ma i biancocelesti chiudono una settimana terribile con tre punti pesanti. Nota lieta, insieme al rinnovo di uno Zaccagni in un momento molto complicato. Al Ferraris i biancocelesti producono una buonissima prestazione che li premia con il bottino pieno e la seconda vittoria di fila. La firma è di Luis Alberto, in un’azione nata dall’intuizione dell’altro partente, Felipe Anderson. Un segno del destino.

    NIENTE CALCOLI - Martedì all’Olimpico la Lazio si giocherà l’accesso alla finale di Coppa Italia contro la Juventus. Un’impresa possibile, anche se bisognerà ribaltare lo 0-2 di Torino. In campionato, invece, la via che porta all’Europa è nelle mani dei biancocelesti di Tudor. Il calendario è sulla carta favorevole con le sfide contro Verona, Empoli e Sassuolo in casa e le trasferte contro il Monza e l’Inter che potrebbe essere già campione d’Italia. Toccherà, però, alla Lazio fare la Lazio proprio come ieri sera a Marassi. Nel frattempo i capitolini dovranno solo osservare cosa uscirà dagli scontri tra Roma e Bologna, Empoli e Napoli e Monza e Atalanta, tutti in programma tra domani e lunedì.

    NIENTE STRASCICHI - Una settimana terribile. Prima la bomba di Luis Alberto, che al fischio finale di Lazio-Salernitana ha annunciato l’addio ai biancocelesti a fine stagione. Poi l’annuncio ufficiale prima di Felipe Anderson e poi del Palmeiras, che ha comunicato di aver ingaggiato il brasiliano a partire dal 1° luglio. Due notizie che hanno scosso l’ambiente biancoceleste, ancora molto instabile dopo l’addio di Maurizio Sarri. In campo, però, la squadra dimostra di continuare il percorso di crescita sotto la guida di Igor Tudor e di continuare l’apprendimento dei dettami tattici del tecnico croato, man mano sempre più visibili. Inoltre l’approccio al match della Lazio è perfetto, con la convinzione giusta, il pressing alto e quella voglia di recuperare il pallone e trasformare l’azione da difensiva in offensiva che raramente la squadra ha mostrato in questa stagione.

    LUIS ALBERTO E FELIPE ANDERSON - Imbucata geniale di Felipe Anderson per Kamada, il velo di Vecino e il gol di Luis Alberto. Apre il brasiliano e chiude lo spagnolo, proprio coloro che hanno annunciato nei giorni scorsi gli addii alla Lazio. Quanto accaduto non sembra aver scalfito i due, che in realtà producono una prestazione individuale sopra gli standard stagionali. Quasi un paradosso per i due calciatori, e in particolare per Felipe Anderson, sempre al di sotto in termini di performance e rendimento, e che pare essersi sbloccato mentalmente dopo aver chiarito il suo futuro. La prova del nove è attesa già dalla gara contro la Juventus di martedì… Intanto il Mago sorprende ancora una volta tutti: oltre alla prestazione sfoggiata realizza il gol decisivo.

    QUANTO MANCA ZACCAGNI - I tre punti rappresentano un bottino prezioso per continuare a inseguire il sogno europeo. Certamente, però, restano i limiti offensivi di una squadra che fa tremendamente fatica a calciare in porta e segnare. Alla Lazio continua a mancare l’imprevedibilità di Mattia Zaccagni, ancora ai box. Certamente la buona notizia è il rinnovo del contratto, siglato in settimana, fino al 2029. Un piccolo barlume di speranza in una squadra destinata a cambiare totalmente in estate con una rivoluzione all’orizzonte.

    GUENDOUZI?
    - Il futuro della Lazio, però, deve essere anche Matteo Guendouzi accanto a Mattia Zaccagni. Le voci sul rapporto difficile con Tudor continuano a susseguirsi senza alcun accenno di smentita da parte della società. Un silenzio che sa tanto di assenso e che preoccupa non poco la piazza, già innamorata di un calciatore che ci ha messo poco a guadagnarsi la stima e l’affetto e che è stato uno dei pochissimi a salvarsi in questa stagione complicata. Tocca al club, dunque, uscire allo scoperto e chiarire definitivamente la situazione, per evitare che quella che al momento è una semplice voce si possa trasformare in qualcosa di più grande…

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