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Si sapeva. Si sapeva, e alla fine è sempre così che va: la Lazio risponde sempre sul campo. Dopo giorni veramente struggenti a Formello, fatti di rabbia, tensione, prime pagine sui giornali e una certa idea del mondo (di certo non di fede laziale) che sembrava quasi totalitaria, alla fine Immobile si riprende i titoli solo per quello che deve essere, per la sua naturale vocazione.  Il fondo, il fondo è stato toccato con le prime pagine rosa o con SportMediaset? Peggio il "tampone d'oro" o i dubbi sulla reputazione dell'attaccante dell'Italia? In silenzio ora, solo applausi.

GLI ALTRI - Un piccolo preludio: un Crotone volenteroso ma fin troppo inferiore alla Lazio non può mettere in difficoltà questa Lazio. Testa giusta, Acerbi in condizione sublime, Leiva sempre lucido, un ottimo Correa che la chiude quando serve e si sta innalzando ad altezze importanti, forse ancor più convinto dalle continue convocazioni con l'Argentina. Ho parlato di Acerbi: se Immobile è il miglior attaccante italiano per distacco, Acerbi ad oggi è il miglior difensore del nostro paese, e forse anche dell'intera Serie A. Negarlo è al limite dell'irragionevole: non sarebbe nuovo, per molti di voi, ma aprite gli occhi, per favore. 
IMMOBILE ZITTISCE TUTTI - Alla fine era scontato, noi lo sapevamo: in una situazione semi-emergenziale, con Crotone sommersa dalla pioggia e da un vero e proprio disastro naturale, la Lazio si impone. E indovinate un po', alla fine segna sempre Ciro Immobile. In una partita col pallone infangato e frenato dall'acqua, Immobile trova il tempo perfetto per il gol in tuffo (hai segnato Mancini, hai visto come si fa a metterlo in porta?), e zittisce tutti. Prima un bacio alla telecamera - per la moglie, la famiglia, i più colpiti dall'ansia e dal fango, sempre, ma tanto tutti se ne dimenticano - poi il dito a zittire tutti. Quanto diverso dall'ultimo SSSHHH di Luis Alberto: perdonato da Inzaghi, ha tirato fuori suola ed esterno, assist perfetti e qualità, voglia. Il campo lo assolve sempre, a questo spagnolo che sembra un nobile signorotto feudale litigioso, ma sempre di altissimo lignaggio per tecnica e visione di gioco. Stiamo parlando di uno dei migliori di questa Serie A: potrei riferirmi a tutti e due i silenziatori di critiche spesso pretestuose (anche se Luis Alberto stavolta  poteva risparmiarsela), a volte offensive, sempre fitte come la pioggia di Crotone. Immobile è il secondo cannoniere di sempre della Lazio: ha raggiunto qualcuno come Beppe Signori, colui di cui si diceva, urlando - segna sempre lui. Si può urlare ancora: segna sempre, Ciro Immobile, per favore, state in silenzio a contare i suoi gol.

E ORA? - Di certo a di là del gol Immobile aspetta un altro tipo di rivalsa: quella che gli possono dare le indagini, in cui non è indagato, non è nemmeno sospettato, ma viene comunque sempre tirato in mezzo, uomo-simbolo della Lazio. La partita interna contro lo Zenit per Ciro sarà un altro bel banco di prova: di nuovo i fatali e fatidici tamponi Uefa, sperando si possa godere musichetta e Champions League stavolta. Con una vittoria, la Lazio metterebbe una serie ipoteca sul passaggio del turno. Ma in questo momento, è giusto ripensare che, alla fine, il calcio è uno sport semplice: tutti criticano Ciro Immobile, e lui risponde sempre con i gol. Riduce al silenzio così: la mia più grande speranza per il 2021?  Un Europeo da protagonista: anche in Nazionale, sì che ne sarebbe di gente da far stare zitta. Possano i gol di Immobile silenziare tutti gli accecati detrattori di questo campione. Il silenzio dove passa Immobile è un regalo meraviglioso di questo attaccante leggendario.