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Non so se avete idea di quello che ci aspetta, in Serie A, per la Lazio: ci sarà così poco tempo, così tante partite in uno spazio temporale ristretto, che forse per la prima volta non sarà colpa di Lotito, o di arbitri o di Giacomelli, e forse per la prima volta avremo così poco tempo che non ci saranno processi mediatici di giorni e giorni. Toglieremo forse, ed è la mia speranza, il calcio da quella specie di tribunale complottista dove lo abbiamo rinchiuso, per vivere di minuti veloci, pallone, gol, assist. Forse il calcio non avrà nemmeno tempo di accusare il presidente Lotito, perfino Diaconale potrebbe avere poco spazio, perché la partita successiva annullerà il giudizio sulla precedente in fretta e furia. La gattina presciolosa per una volta ci farà godere del solo campo, senza le polemiche, gli strascichi, che avranno meno distillazione, maturazione. Sarà un calcio diverso, quello che ci aspetta?

COSE POSITIVE -
L'ho già scritto ma lo ripeto: io spero vivamente che le molte sostituzioni, le molte partite una dopo l'altra forzeranno la mano dei mister a buttare dentro giovani, anche costretti. Non è detto che da un obbligo di calendario non escano nuovi talenti, nuove matricole affascinanti, nuova linfa per il nostro calcio. Da quanti anni la Lazio sta cercando un simbolo dal settore giovanile?

Non avete idea di cosa ci aspetta: un calcio un po' più lento, un po' più stanco, forse più anni '70 addirittura. Meno televisivo, più incentrato sul match, perché ci sarà praticamente sempre una partita da seguire, il fatto nuovo sorprenderà, per una volta, il commento e lo renderà subito vecchio, subito sorpassato, subito noioso. 

Nota a margine: vedremo forse un calcio alla "Formula 1": saranno fondamentali i cambi, i "pit-stop", le strategie. E i preparatori atletici. E la duttilità degli allenatori, capito Sarri e Conte? In questo forse Inzaghi - il primo Inzaghi - se saprà ritornare al suo camaleontico passato può essere favorito.

LE COSE BRUTTE CHE CI ASPETTANO - Dopo alcuni aspetti pseudopositivi, i possibili colpi bassi.
Non avete idea di cosa ci aspetta: un calcio senza tifosi è un brutto affare. Qualcuno dice che Spadafora voglia fare fuori gli ultras dal possibile ingresso negli stadi di luglio. Ma tanto è solo un altro mattoncino dell'esclusione dallo stadio delle fasce meno abbienti, più calde. Non parlo solo del tifo organizzato, ma di chi si può permettere solo quel biglietto, e non gli altri. Di chi fa sacrifici per quel biglietto. Un pubblico con le mani sporche che il calcio delle porcellane e dei broccati, quello della televisione e del salottino mediatico, non ha più voglia di vedere. 

Non avete idea di quello che ci aspetta: forse è un calcio nuovo, qualcosa di diverso. Anche un calciomercato meno ricco, più spartano, più d'inventiva. Più da vigilare: a bilancio andranno valutazioni strane e scambi pompati, prestiti mascherati e Primavera iper valutati. Nulla che non sia già successo: ma la necessità fa il calcio ladro, lo sappiamo bene. 

Prepariamo alle rose scricchiolanti: la variante infortuni, in negativo, potrebbe essere decisiva per la corsa... la corsa... insomma quella che tiene impegnata la Lazio secondo la classifica. Occhio ai bollettini medici, specialmente per chi non ha 3 squadre in panchina.

Sarà bello godersi la suola di Milinkovic, meno le offerte sparate a bruscolini che arriveranno, sarà bello sentire meno polemiche, meno se verranno accompagnate da un altro silenzio, quello dei tifosi. Sarà bello il ritorno del calcio, meno quando ci accorgeremo che non è cambiato in meglio. Preparatevi a dare la colpa a Lotito, in quel caso. E se nasce un calcio peggiore poi, lo chiameremo Claudio.