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È lui. È Ciro Immobile il vero ago della bilancia per l'Italia. Dice il "The Guardian" che all'Italia manca il top player, ma il gruppo c'è, eccome. Se lui avrà la capacità del tutto istintiva di buttarla dentro (come ha fatto), di servire l'ultimo passaggio decisivo (come ha fatto) ma anche di rendersi vivo in situazioni di stallo (fatto un po' meno), la Nazionale andrà di conseguenza. L'Italia gioca bene a calcio, l'Italia è molto solida dietro, va a memoria, è aggressiva, moderna, convincente. Ma nelle partite che contano molto dipenderà da lui, da Ciro Immobile. E l'inizio fa ben sperare.

IL PALLEGGIO DI TROPPO - Noi che abbiamo seguito la Lazio bene lo sappiamo: Immobile va servito nel momento in cui si concretizza il movimento geniale che ha pensato ed effettuato nello stesso istante. Quel lasso di tempo di puro istinto ha fatto la fortuna di Luis Alberto, che più di tutti ha saputo cogliere il tracciante mentale, quasi animale, che Ciro innesca col corpo nello scatto breve, bruciante. Il gol che ha fatto non è stato bello? È stato furbo, veloce, istintivo e reattivo. Alcune delle cose che gli serviranno tantissimo, contro i migliori difensori di questi Europei. Che, per inciso, non sono quelli che affronterà l'Italia nel girone. Ritorno su Immobile, il tempo va anticipato, non palleggiato con lui.
IL RAPPORTO CON INSIGNE - Lo hanno detto tutti, non vi sto a raccontare le menate su Immobile ed Insigne. Sono state già approfondite in modalità "Libro Cuore" dall'incredibilmente folkloristica trasmissione pre-Europei che non citerò. I due sono grandissimi amici, io vorrei Insigne alla Lazio con Immobile e Sarri ma vorrei pure uno smartwatch nuovo, una bici nuova gravel e non la mia da corsa per fare l'Eroica e un cane. Nessuna di queste cose arriverà entro l'estate, ad ogni modo. O magari mi sbaglio (sullo smartwatch, o chissà). O magari sono solo prove di futura convivenza, di nuovo. Lo sogno. Insigne ha qualcosa di più per affiancare Immobile: stavolta Ciro l'ha servito alla perfezione, ma potrebbe toccare all'attaccante del Napoli fare il contrario (e non fare come Berardi, uno dei migliori, che però nell'ultimo passaggio si è dimostrato un po' NI). Questo gruppo è compatto, ma è soprattutto là davanti che dovranno inventare, muoversi, trovarsi. E l'istinto può trovare giusto carburante in una lunga amicizia.

IMMOBILE TITOLARE - Immobile è titolare anche perché si è un pochino adattato al gioco dell'Italia, quel tocco in più piuttosto che la verticalità folle del calcio di Inzaghi. L'Italia andrà avanti se saprà trovarlo, capirlo, apprezzarne l'intelligenza e precederla. Direi quasi anticiparla in maniera magica. E tanto più Ciro sarà centrale in questi Europei, tanto più l'Italia andrà avanti. Tanto più Ciro sarà seguito nella sua parte più istintiva, quello che lo porta a segnare, tanto più i gol diventeranno decisivi, e tanti, tanti. Tanto più qualcuno si prenderà la briga e di certo il gusto di dare a Ciro il pallone giusto, tanto più andremo avanti. Il resto è già oliato, preciso, veloce, aggressivo. Con Ciro Immobile, quel gradino del top player mancante può essere colmato. Dice il "The Guardian" che all'Italia manca una vera e propria stella. Forse no.