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Quanto accaduto ieri allo Stadio Olimpico ha il sapore dolce del miele ed il profumo del fiore più profumato in natura. La Lazio è scesa in campo ed ha trasformato la partita più difficile che potesse giocare in una partitella del giovedì contro una squadra di almeno 4 categorie inferiori. La Lazio ora ha una marcia in più rispetto a tutti gli avversari. Ha regolato il Palermo, ha giocato una partita più che positiva in Coppa Italia contro il Napoli ed ha annichilito la Fiorentina di Montella che è tra le più in forma del campionato. Un gara studiata nei minimi dettagli da Pioli che invece del solito 4-3-3 ha scelto in 4-2-3-1 stile derby ma con una maturità ed una consapevolezza che rispetto alla stracittadina son cresciute in maniera esponenziale. Annientare la Viola in questa maniera non è cosa da tutti, in questi ultimi mesi hanno dovuto chinare il capo davanti a Salah e compagni diverse squadre tra cui l’Inter nel suo miglior momento, il Tottenham in Europa League e la Juventus in Coppa Italia, insomma squadre di tutto rispetto ma non la Lazio perché i biancocelesti ora sembrano volare sulle ali dell’entusiasmo e soprattutto sul bel gioco e sulle fantastiche giocate di Felipe Anderson e Candreva che sulle fasce riescono sistematicamente a creare la superiorità numerica, ad inventare e a mandare in porta i compagni come se fosse la cosa più semplice del Mondo. La Lazio è al terzo posto con il Napoli ma non solo, andando a guardare i numeri è la squadra che ha vinto più volte in campionato dopo la Juventus, 14 contro le 18 dei bianconeri e quella che ha segnato più gol sempre dietro la Juventus 47 gol contro i 53 delle zebre questo fa pensare a quanto i biancocelesti debbano credere nel miracolo di raggiungere i rivali di sempre della Roma che non vincono da tempo immemore e soprattutto non giocano più come ad inizio stagione. Pioli e la sua banda non deve porsi limiti perché farlo significherebbe accontentarsi e non sfruttare al meglio tutte le possibilità che questa Lazio ha: da Marchetti all’ever green Klose, da de Vrij a Mauri, passando per Cataldi e Biglia. Tutti nella Lazio hanno un ruolo fondamentale ed il segreto è proprio quello. La Lazio ha tutte le carte in regola per continuare a sognare e deve continuare a farlo.