A fine partita allo stadio Olimpico si alzano le note di "Heroes" di David Bowie (lo sapete, per il rugby la Lazio si è dovuta spostare di giovedì, a 3 giorni dal match contro il Frosinone). Il terzo tempo della Serie A porta la firma di Caicedo. Lui, cocciuto, non si è piegato a Correa che voleva battere il suo rigore. Caicedo è cocciuto: strappa il pallone e il rigore a Provedel, lo tiene stretto, lo segna, regala 6 punti ad Inzaghi in 3 giorni. Lui non si è piegato, il calendario, a quanto pare, invece sì. 

Ma lasciamo da parte le polemiche (alla fine la Lazio si sta giocando la Champions, che sarà mai un anticipo di giovedì, dopo aver giocato lunedì sera a Frosinone) e concentriamoci sul minimo indispensabile che è servito a battere un Empoli molliccio. I ragazzi di Inzaghi giustamente non è che ne abbiano molto, ma basta: Romulo mette dentro tanti palloni giocabili, dimostra di avere corsa, voglia, tecnica, esperienza. Inzaghi gioisce: lo voleva, può essere contento del suo impatto. Berisha non strappa applausi (ma qualche segnale lo lancia, tanto per cominciare, ha una grandissima voglia) ma al posto suo lo fa Pedro Neto. Nel marasma generale di fine partita, quando tutti sembrano impegnarsi a far partire le coronarie infreddolite dei presenti, il millennial pagato a peso d'oro Pedro Neto si giostra, va sulle punte, si muove con delicatezza. Raffinato, in una serata un po' casereccia dei suoi, con un Bastos in grande spolvero nel regalare perle di rara bruttezza, e brividi di freddo gelido sulla schiena di Strakosha. Applausi per lui da tutto lo stadio. Per Neto, ovviamente, non per l'angolano ansiogeno.  Inzaghi si porta a casa 3 punti dopo essersi anche lui lamentato del calendario: dicono si lamenti sempre. Sarà, ma non è che serva a molto. Questa vittoria, conviene dirlo, è una pietra miliare: la ricorderemo con affetto, questa serata fredda di Roma, questa partita un po' strana, senza grande ritmo, senza grandi azioni. La ricorderemo con affetto, sulle note di Heroes di David Bowie, come una delle serate decisive nella corsa alla Champions League. Ora Inzaghi ha lanciato la sfida: la Lazio per la corsa all'Europa che conta c'è. Niente note stonate, alla faccia di Sanremo, è David Bowie a canticchiare, mentre tutti tornano negli spogliatoi, che per un giorno si può essere eroi. Anche per una settimana, potrebbe rispondere Caicedo.