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  • Laziomania:| Reja, l'unione fa la forza

    Laziomania:| Reja, l'unione fa la forza

    L'ambiente di Roma, si sa, è particolare: straordinariamente versatile, indubitabilmente lunatico e storicamente difficile. Chi vive il calcio nella Capitale sa che prima o poi una critica la riceverà, sia questi un giocatore, un dirigente, un tifoso o un giornalista; e l'allenatore, che da sempre è il capro espiatorio del football, ne riceve ancora di più. In questa città sono stati contestati tutti gli allenatori a partire dai campioni d'Italia Maestrelli ed Eriksson, passando ai meno fortunati Zaccheroni e Zeman, e per finire al mostro sacro Dino Zoff. Senza contare poi Ballardini, che oltre ad aver raschiato il fondo del barile e rischiato la serie B, era convito - o era stato convinto - a lasciar fuori Pandev e Ledesma per scelta tecnica.

    Edy Reja nel post Lazio-Cesena ha scaricato la tensione di una settimana sicuramente difficile, piena di critiche verso di lui, le sue scelte e i giocatori in campo, culminata con una civile contestazione della tifoseria biancoceleste organizzata per l'ennesimo derby perso, il quinto consecutivo. Il mister si è detto deluso dalle accuse rivolte al suo lavoro e alla sua persona, come se ci fosse qualcuno che remasse contro la Lazio e contro di lui. Ma non è così, perché in una città in cui quando ci si incontra per strada e ci si saluta 'l'insulto' è quasi di rito non ci si può aspettare che si venga apostrofati come dei lazzaroni o lavativi. Tutto ciò non significa che si è irriconoscenti.

    Edy Reja con la Lazio ha fatto e sta facendo un grande lavoro. Cinquantaquattro punti e un quinto posto momentaneo: un risultato che va oltre ogni aspettativa di inizio stagione, quando tutti erano d'accordo che se i biancocelesti si fossero qualificati in Europa League sarebbe stato un mezzo miracolo. L'obiettivo comune è crescere e migliorarsi sempre; i tifosi vorrebbero sempre di più, ed è giusto che sia così. Se non c'è gioco vorrebbero vedere le giocate del Barcellona, se non ci sono le vittorie vorrebbero vincere anche giocando male, ed è tutto lecito, ma se la Lazio di Reja si dovesse qualificare in Champions, sfido chiunque a trovare un laziale scontento. Ora l'ambiente Lazio però dovrebbe essere in generale meno permaloso, accettare le critiche e confrontarsi con i tifosi, non chiudersi a riccio come ha sempre fatto negli ultimi anni.

    Inaccettabili dichiarazioni come il 'siamo penalizzati e mortificati dai nostri tifosi' tuonato da Lotito dopo la gara vinta contro i romagnoli, non ricordando forse che nemmeno una settimana prima i tifosi laziali erano stati elogiati in tutto il mondo per la coreografia e l'apporto dato alla squadra per tutta la stagione, e in particolar modo nel derby perso (il quinto). Ora serve compattezza, un passo avanti dei tifosi verso Reja e tre passi in avanti di Reja nei confronti della tifoseria. Tutti vogliono il bene della Lazio, e c'è chi lo dimostra in un modo chi in un altro, ma il bene supremo è portare la squadra nella posizione che le compete e che merita, cioè il terzo o quarto posto. Per farlo serve unità di intenti e compattezza sia all'interno che all'esterno di Formello. Solo così l'obiettivo potrà essere centrato.

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