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La Lazio vince, e lo fa con merito. Vince sul campo grazie a Klose e ad Hernanes, sugli spalti grazie ai suoi straordinari tifosi. Un primo tempo così così ha fatto vedere gli spettri dei derby precendenti. Ma nel secondo tempo, anche grazie all'espulsione sacrosanta di Kjaer, la squadra di Reja - il vero vincitore della stracittadina - ha alzato il ritmo e ha di fatto messo alle corde la Roma, che inerme non ha fatto altro che aspettare di subire il gol: rete arrivata nel momento peggiore per i giallorossi e in quello migliore per i laziali, che con l'ultimo respiro hanno urlato tutta la loro gioia.

La Lazio vince dopo una serie di derby persi più o meno meritatamente, ma quello che brilla di più, oltre ai tre punti nella stracittadina, è la settimana che l'ha preceduta. Da parte biancoceleste ha dominato un profilo basso, senza troppe parole di scherno o di disprezzo, e tutto questo ha pagato. La Bocca della Verità disegnata sulla maestosa scenografia della Curva Nord dice tutto. Le verità raccontano che la Lazio è la storia sportiva e sociale di Roma, che nei suoi tifosi ha la forza più grande e nel suo simbolo la storia di un impero glorioso. Che piaccia o no è così... e ci dispiace per gli altri.
 
La Roma ha preparato la partita con le parole, quelle di Totti, se vogliamo anche divertenti (fatta eccezione per il commento infelice su Olympia: 'Meglio che non rispondo sennò mi arrestano', e che avrebbe mai voluto dire di così grave?), e che in un derby possono starci. O con le magliette, quella di Osvaldo, 'Vi ho purgato anche io'. Come dire, una certa sicurezza nei loro mezzi, forse troppo più grande rispetto alla reale qualità. Certezze, queste, che si sgretolano ancora una volta come castelli di sabbia. Allora ben venga il profilo basso, ben vengano dichiarazioni di una signorilità ben diversa.