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Sarrismo ed entusiasmo. La Lazio per l'ennesimo anno (100? 200?) andrà in ritiro nella splendida cornice di Auronzo di Cadore, sotto le oramai proverbiali Tre Cime di Lavaredo, che generazioni e generazioni di giornalismo hanno scempiato con giochi di parole ogni anno più orrendi. Chi, come me, qualche ritiro l'ha visto da vicino, sa bene cosa significa scegliere di andare, di nuovo. Vuol dire, per l'ennesimo anno, scegliere la Lazio sopra ogni altra meta, idea, proposta. Bloccare spesso 2 settimane se non 3 per seguire i ragazzi che cominciano a sudare. Spesso ad Auronzo nemmeno il calciomercato intriga: la Lazio non è celebre per portare in Cadore i nuovi acquisti, che a volte - con un po' di fortuna - arrivano dopo qualche giorno. Stavolta però c'è Sarri.

SARRISMO Y SOLD OUT - Auronzo è piena, strapiena: il Sarrismo dilagante, l'entusiasmante arrivo del tecnico toscano, accompagnato ed acclamato, ha regalato un bagno di prenotazioni a pioggia a tutti gli affittacamere, hotel, bugigattoli, posti auto, posti bici, qualsiasi spazietto della zona. E a scatola chiusa, praticamente: il ritiro non è stato nemmeno presentato, di acquisti accendi entusiasmo nemmeno l'ombra, eppur è tutto pieno. È Sarri, tutto per Sarri. Tutti vogliono partecipare alla gestazione di questa Lazio, spiarne i primi vagiti, perfino ammirare i droni in aria. L'atmosfera del ritiro - chi ci è stato lo sa - è un bagno di folla e di entusiasmo, vecchi amici, nuovi incontri, perfino qualche amoruccio estivo sulle rive del lago vicino al campo. Certo, se l'avete adocchiata al vostro primo ritiro e vi sembrava un fiore, ora potrebbe avere qualche ruga d'esperienza in più, ma la bellezza tra quei monti rimane. 
TROPPO PRESTO - Comincia la cantilena del: "troppo presto per parlare di mercato Lazio", con i coreuti un po' lugubri del "è già troppo tardi", i tiepidoni che gli sta comunque bene tutti, gli innamorati di Jony, sono in tanti in questo momento ad aspettare l'inizio di questa nuova stagione, mentre seguono - magari con passione - gli Europei dei vari Immobile e compagnia biancoceleste cantante. La Lazio non è ancora nemmeno andata in ritiro, e già l'ambiente è carico, pieno di passioni forti, con addosso una specie di strana attesa. C'è curiosità eccitazione, nell'aria romana caldissima si respira un bel rinascimento estivo. Tutte e due le tifoserie, tutte e due le parti di Roma, guardano a questa genesi estiva come a qualcosa di particolarmente stimolante, nuovo, emozionante. Davvero rara, come atmosfera, davvero unica. E tutti gli occhi sono puntati sulle sedi dei ritiri estivi. Nell'era Lotito forse solo l'arrivo di Klose-Cissé ha generato un'estate così vorticosa. 

SPERANZE DEL RITIRO - Ovviamente ci sarà il momento dell'arrivo di Tare, di Lotito, le cui imprese eroiche al biliardino echeggiano tra le valli (non scherzo, fenomeno assoluto), perfino il momento di annoiarsi di vedere gli allenamenti, le parate dei portieri. Si aspetteranno le amichevoli, di cui ci inorridirà il prezzo del biglietto (sempre così) poi arriverà quel momento dell'acquisto, o del big in arrivo post Europei, la folla davanti all'albergo e le foto e i sorrisi. E perfino questo lungo anno ci sembrerà un po' meno cupo, mentre al Ribotta si parlerà di mercato e piatti tipici, mentre suonano le serate da paese di montagna e una certa vocina in testa ci ricorderà lockdown e coprifuoco. Con la giusta prudenza - sempre necessaria - forse basterà un vaccino già fatto e un  goccio in più di qualche liquore scacciaguai per ritrovarsi di nuovo a sorridere. Perfino a qualche altro tifoso/a. Ma non illudetevi, forse potrà ricambiare: ma è lassù per Sarri. Solo per Maurizio Sarri.