79
Missione fallita. Due punti persi dalla Lazio di fronte ad un Verona ordinato, piazzato, fisico, ben messo in campo. Missione fallita: il sorpasso all'Inter non è arrivato. Diciamolo subito: queste partite di solito, in casa Lazio finiscono male. Inzaghi lo ha detto: sembrava la partita contro il Genoa. E infatti fa un pastrocchio, chiama Parolo, poi Adekanye, poi di nuovo Parolo per coprirsi. Proprio nel finale, proprio togliendo l'uomo del gol in zona Cesarini. Non era serata.

MISSIONE FALLITA LAZIO - Missione fallita, i due pali di Luis Alberto sono l'icona della notte biancoceleste: qualcosa di bello che si inceppa sul più bello. Eppure il pareggio ci può stare: la Lazio ogni 3 giorni perde qualcosa in lucidità. E quando non è lucida fa fatica, soprattutto contro squadre molto ben messe in campo. Il match-ball del sorpasso passa a Parma, senza Radu e Milinkovic, squalificati, con derby tra Milan e Inter a chiudere la domenica. Forse più che fallita, la missione è rimandata: peccato, perché la cornice di pubblico era straordinaria, eccitante, considerando il turno infrasettimanale veramente esaltante. La luce, quella richiesta dalla coreografia, è mancata, nonostante Luis Alberto.
LUIS ALBERTO PREDICA NEL DESERTO - L'unico big che rimane vivo, vibrante, è Luis Alberto. Lo spagnolo è voce che predica nel deserto: Milinkovic è opaco, sbaglia l'impossibile ma copre molto, Immobile e Caicedo sono un po' spenti, si cercano molto e si trovano molto meno di quanto vorrebbero. Queste sono le sere in cui Immobile combatte una lotta personale per la consistenza, non riesce ad essere incisivo, si perde, alla fine il pallone quasi gli passa attraverso. Il rammarico a fine partita è quasi tangibile, in 48 ore la Lazio ha tirato su una partita comunque intensa ma non abbastanza. Il match-ball che tutti cercavano, che Luis Alberto ha voluto con tutto sé stesso, si è infranto due volta contro il palo. Il palo suona due volte forte, e Luis Alberto non gioisce: peccato, perché quando gioca così lo spagnolo è veramente capace di cambiare il volto dell'incontro. 

SOLO SFORTUNA - Un po' di sfortuna, un po' di mancanza di collaborazione: gli altri sono mancati nel tocco decisivo, il passaggio semplice, il controllo. Inzaghi si è detto soddisfatto: ogni 3 giorni per lui giocare è un incubo, lo capisco, ma la soddisfazione è un'altra cosa. Il Verona è una delle squadre che ha messo più in difficoltà la Lazio: di nuovo tra 3 giorni a Parma sarà dura. Inzaghi lo sa, stavolta non basterà la prestazione di cui si è detto soddisfatto. Sbagliare un match-ball è umano, sbagliarne potenzialmente due sarebbe davvero un peccato. Missione rimandata, Inzaghi lo sa. E di sottofondo, tutti se lo stanno chiedendo: quanto sarebbe servito Giroud stasera? Quanto serve questa domanda, ora? A niente: serve solo il match-ball, o per dirla come la coreografia, continuare ad illuminare le tenebre.