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Pantaleo Corvino, responsabile dell'area tecnica del Lecce, nel giorno della presentazione di Gianluca Frabotta si è espresso così sul nuovo terzino gialloblù: "Oggi per me è facile presentarvi un ragazzo che io conosco non soltanto da quando è arrivato a Lecce. Lui comincia col Bologna e a Bologna lo portai io all'età di 16 anni da una scuola calcio di Roma, la Savio Roma, una scuola calcio storica il cui responsabile è mio amico trentennale che mi inviò 3-4 ragazzi e alla fine la scelta ricadde su di lui.

Una scelta che col passare degli anni si è rivelata una scelta importante per il Bologna e poi per la Juventus, che l'ha fatto debuttare giovanissimo e con cui ha disputato 18 gare. Causa un problema fisico, lo scorso anno il suo impiego è stato limitato. Noi nel puntare su di lui per la difesa pensiamo che possa tornare ad essere quello che una grande squadra come la Juventus ha pensato che fosse. Noi gli stiamo dando un'opportunità per dimostrare di essere innanzitutto da Lecce e poi quello che ha già dimostrato di essere".

Tra Gabriel, Lucioni, Coda e gli acquisti si è avviata la rivoluzione di cui ha parlato?
"La parola 'rivoluzione' non l'ho usata io, io ho detto che c'è da fare tanto sia in entrata che in uscita. Non ho usato la parola 'rivoluzione' perché non mi sembra coerente. Sarà un campionato estremo, in cui la qualità abbonda in tutte le squadre. Ci sono delle squadre, magari provinciali come la nostra che però sono consolidate in Serie A da 2-3 anni. Dobbiamo provare a cambiare ciò che è giusto e fare tanto per cercare di essere pure noi competitivi per raggiungere l'obiettivo salvezza. Questo territorio merita una squadra competitiva per il nostro obiettivo".
Si aspetterà la fine del mercato estivo?
"A volte le cose che dico non vengono captate. Ho detto che per una squadra di Serie A fare già tre acquisti, e ancora non siamo arrivati a luglio, vuol dire fare già tanto. Ho aggiunto che dobbiamo fare ancora, che abbiamo tanto da fare. Ma bisogna sottolineare anche che abbiamo già fatto. Tre acquisti per qualche club possono bastare, a noi non basteranno. Dire quando li faremo un'impresa. Teniamo conto dell'alto grado di qualità che c'è quest'anno in Serie A per le squadre che si devono salvare".

Vi siete dati una data oltre la quale non accetterete più offerte per i pezzi pregiati della rosa?
"Noi abbiamo detto che non abbiamo calciatori incedibili, questo è un primo punto. Abbiamo le idee chiare. Siamo pronti ad affrontare qualsiasi situazione che si dovesse venire a creare. Non ci piace deludere o ingannare i nostri tifosi, dicendo magari che ci sono incedibili. Noi siamo un club che vive anche di questo, prima di creare un patrimonio e poter avere degli incedibili. Per ora non è così. Non facciamo però sconti a nessuno, ma non ci sono incedibili. Ci regoleremo di volta in volta".