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Deve essersi tolto un grosso peso, domenica, Ignacio Piatti. Il centrocampista argentino, dalle spiccate doti offensive, che già anni fa fece una buona impressione al divin codino Roberto Baggio, contro la Fiorentina ha fatto vedere di cosa è capace. Non solo con la palla tra i piedi, ma anche in fase di non possesso, quando è stato chiamato a continui ripiegamenti per asfissiare le fonti gioco della squadra di Mihajlovic.

Durante la settimana, del resto, si era fatto notare in allenamento con un paio di guizzi notevoli che avevano lasciato di sasso difensori e portieri. Ma fare così bene in partita è tutta un’altra cosa. Da qui a essersi guadagnato una maglia da titolare ce ne corre, siamo ancora all’inizio di un lungo torneo. Tanto più in un organico di 28 elementi dove – come ha detto De Canio nel dopo gara per spegnere sul nascere qualsiasi malumore o incomprensione – “chi va in panchina è un privilegiato”. Non gli si può dare torto.

Nervoso per l’esordio in casa
La gara di Piatti è stata un crescendo: da un certo smarrimento condito con qualche appoggio sbagliato nella prima parte, ad un impressionante dinamismo accompagnato da giocate deliziose nella seconda frazione; numeri di alta scuola che hanno scatenato gli applausi del pubblico. Una iniezione di fiducia di cui, evidentemente, il ragazzo aveva bisogno. “Ero nervoso perché sentivo il peso del primo match in casa ed allo stesso tempo l’ansia di conquistare la vittoria.” ha ammesso candidamente l’argentino. Sguardo sereno, parlata pacata nella quale alterna allo spagnolo qualche parola di italiano dimostrando di comprendere, senza l’aiuto dell’interprete, la maggior parte delle domande dei cronisti.

Ha ricevuto i complimenti di tutti al termine dei novanta minuti, ha meritato giudizi lusinghieri ed è stato nominato anche il miglior giocatore dal suo connazionale Pedro Pablo Pasculli nelle vesti di commentatore Sky. Ma la sua testa è rivolta alle parole di mister De Canio che lo ha esortato a giocare di più di prima al servizio dei compagni: “Questo è un aspetto che devo curare. Il mister mi ha chiesto di far girare più rapidamente la palla e su questo mi sto impegnando”. Proprio nella fatica quotidiana, l’ex dell’Independiente vede la chiave del successo nell’esordio al Via del Mare: “Dopo la sconfitta di Milano abbiamo cercato di migliorare sotto molti punti di vista e continueremo a farlo. Io sapevo che il nostro campionato sarebbe iniziato con la Fiorentina”.

Mentalità propositiva contro tutti gli avversari
Il dato tecnico che ha maggiormente impressionato si può riassumere nella volontà di costruire e non solo di arginare il maggior tasso tecnico dei viola. Anche senza aver finalizzato molto, i giallorossi hanno dimostrato di voler sempre proporre il proprio gioco, riuscendo in qualche caso a tessere trame di notevole interesse soprattutto a centrocampo. “E’ quello che ci chiede il mister. Siamo riusciti quasi sempre ad essere in superiorità numerica, con uno o due dei nostri contro un solo giocatore avversario” ha spiegato il numero 19. “Cercheremo di affrontare tutte le squadre nella stessa maniera, a partire dal Cesena che è sicuramente in un buon momento”.

Ripresa a ranghi completi
Eccezion fatta per Giacomazzi, che ha lavorato un po’ meno degli altri, tutto il gruppo si è allenato regolarmente. Nella prima parte cura della fase aerobica, nella seconda esercizi con il pallone a campo ridotto. Per il centrale difensivo Simone Sini, intanto, è arrivata una convocazione con l’Under 19 che il 22 settembre affronterà in amichevole la Serbia a Bellaria Igea Marina. Nel programma settimanale predisposto dal tecnico De Canio e dai suoi collaboratori è prevista per giovedì una doppia seduta mentre mercoledì e venerdì ci sarà un solo allenamento; sabato mattina, al Via del Mare, la rifinitura.