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Oggi si chiude il mercato. Cellino vuole 18 milioni. Marotta: nei piani nessun investimento simile.
Legrottaglie va al Milan, ultimo assalto della Juve a Matri.
Se il prezzo, senza sconti in vista, resta quello fissato ieri sera dal presidente Massimo Cellino, 18, diciotto, milioni più la metà di Ariaudo, Alessandro Matri resterà a Cagliari. O potrà andare ovunque, ma di certo non alla Juve: dall'inizio del mercato invernale non c'è l'intenzione di fare un investimento di tali proporzioni, ha confermato l'ad Beppe Marotta a Sky: "Non era nei piani, altrimenti avremmo preso un ragazzo come Pazzini, che conosco da tempo". E se mai i bianconeri cambiassero d'improvviso strategia (e così non è), chi comprasse Matri a una cifra del genere, dopo aver appunto lasciato il Pazzo alla concorrenza, sarebbe portato via dagli infermieri. Non si correrà comunque il rischio, se Cellino pare proprio non aver aderito al periodo di saldi, anzi ha innalzato la quotazione a livelli folli: "La Juve lo vuole, io però non lo vendo", ha tagliato corto il numero uno rossoblù.

Marotta ci proverà anche oggi, fino alle 19, ma a queste condizioni non se ne parla, giustamente: "È uno di quei giocatori che possono ancora essere presi (in prestito, ndr) - ha spiegato l'ad juventino - ma non alle condizioni che noi vorremmo". Matri, dicono a Cagliari, dovrebbe così restare sull'isola fino a giugno, poi potrebbe andarsene: al Milan, però. Anche se Cellino ha lasciato uno spiraglio al suo attaccante: pensaci nella notte - gli ha detto in sostanza - e se vuoi andartene subito, sono pronto a trattare con la Juve. Ma, appunto, alle sue condizioni. Di tenersi il suo bomber, che ieri ha segnato una doppietta, arrivando a quota 11 in campionato, è sicuro Roberto Donadoni: "Matri è un giocatore importante - ha detto l'allenatore - che può fare la differenza. Mi fa piacere che sia chiacchierato, ma sta bene qui. Non faccio pretattica, a un giorno dalla chiusura del mercato posso dire che Matri rimane, e sono contento di questo". Il diretto interessato nulla ha rivelato: "Della Juve se ne parla da tanto tempo, ma non è cambiato niente. Manca un giorno e non penso che cambierà qualcosa". Fuori menù lui, rimane poco altro: da Zarate a Luis Fabiano, le alternative paiono tutte troppo costose e non meno complicate per essere annodate e chiuse in un giorno.

Anche ieri Claudio Lotito ha sprangato il portone: "Zarate non si vende". Stesso messaggio dal Siviglia, con il quale si può fare solo il tentativo di uno scambio di prestiti con Amauri: improbabile l'esito positivo. Anche perché con il tabellone arrivi bloccato, diventerebbe impossibile la partenza dell'italo-brasiliano, per non diradare un reparto punte già demolito dagli infortuni. E dire che negli ultimi giorni l'attaccante aveva rivisto le proprie convinzioni, aprendo a un trasferimento. Per poi fare retromarcia: "Vuole restare, ha rifiutato tutte le offerte", ha riferito Marotta. Non salirà sulla nave da crociera di cartone ancorata ieri sera in mezzo all'Olimpico, per la quale Amauri fece lo spot. Dai cori, poco prima dell'inizio, la curva bianconera sarebbe disposta a pagargli il biglietto. Parte invece Legrottaglie, da oggi al Milan: la Juve gli ha regalato la lista gratuita.