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    Leicester e Rostov sarebbero mai possibili in Italia?

    Leicester e Rostov sarebbero mai possibili in Italia?

    Non succede, ma se succede...beh quest'anno è successo con il Leicester! Ma la cosa bella è che stava anche per risuccedere una seconda volta con il Rostov che per soli due punti ha fallito l'appuntamento con la vittoria del campionato russo. Un'impresa che avrebbe avuto ancor più dell'incredibile rispetto a quella realizzata dalle volpi di Ranieri. Insomma parliamo di stagioni che passeranno alla storia o che comunque saranno ricordate per moltissimo tempo da tutti gli appassionati di calcio. Ma un'impresa del genere sarebbe mai possibile nella nostra Serie A? Se andiamo a spulciare l'albo d'oro del nostro campionato noteremo che negli ultimi dieci anni, hanno vinto solo Juve (5), Milan (1) e Inter (4). Ovvero le tre squadre regine del calcio italiano, che da sole hanno vinto 67 scudetti a disposizione su 112 – ben più del 60% per cento dell'albo d'oro – contro i restanti 45 vinti da Genoa (9), Torino, Bologna , Pro Vercelli, tutte a sette. Roma (3), Fiorentina , Napoli , Lazio tutte a due e infine una breve serie di prime e uniche volte, rappresentate da: Casale, Novese, Verona, Sampdoria e Cagliari. Insomma parliamo di un campionato – il nostro – che non ha mai lasciato troppo spazio alla fantasia, a differenza di quello inglese, che invece storicamente ha visto molti più vincitori e molte più sorprese, e l'annata appena conclusasi ne è la dimostrazione. Storicamente le uniche due imprese che possono essere lontanamente paragonate a quella del Leicester o del Rostov, potrebbero essere state il Cagliari di Gigi Riva e il Verona di Bagnoli. Ma il primo aveva appunto Gigi Riva, quindi in un certo senso è fuori concorso. Più interessante invece il caso del Verona allenato da Bagnoli che nel 1985 vinse un campionato assai particolare – l'unico con il sorteggio arbitrale – che vide arrivare dietro di sé il Torino, un po' come quest'anno il Leicester col Tottenham , facendo ovviamente le dovute differenze, visto che parliamo del calcio di tre decenni fa, che dal punto di vista finanziario non era minimamente paragonabile a quello dei giorni nostri. Insomma si tratta di eventi più unici che rari.

    Ma in futuro potrebbe accadere ancora? Per la legge dei grandi numeri, nulla è impossibile, e quindi: si accadrà! Ma quando non è dato saperlo. Certo se proprio dovessimo divertirci a fare un gioco per il prossimo campionato, sarebbe molto difficile trovare un identikit di un possibile underdog italiano. Dovremmo immediatamente escludere Napoli e Roma, che al netto del loro palmares hanno comunque a disposizione due squadroni, dovremmo escludere anche la Fiorentina, che comunque nella sua storia ha già vinto due scudetti e poi è da anni che si trova a lottare per le posizioni di vertice del nostro campionato. E allora chi potrebbe essere il Leicester o il Rostov della nostra Serie A? Forse due nomi ci sarebbero, e sono due squadre estremamente diverse tra di loro, per storia, palmares, provenienza geografica e stile di gioco, che però sono accomunate dall'avere due presidenti importanti e potenti sia dal punto vista politico che finanziario. La prima è una provinciale che da anni lotta per non retrocedere, ma che campionato dopo campionato arriva sempre più in alto, con la prima storica qualificazione in Europa quest'anno, la seconda invece è una nobile decaduta che da troppi anni si accontenta di poco. La provinciale è formata da una banda di ragazzotti di belle speranze allenati da un giovane bravo e moderno che appartiene alla Nouvelle Vague dei nostri tecnici, che sempre di più si ispirano ad un gioco offensivo e di stampo europeo. La nobile decaduta invece sarà allenata da un sergente di ferro furente e in cerca di riscatto che dopo la negativa – e ingiusta – ultima esperienza , dovuta al peggior momento storico del Milan, farà fuoco e fiamme per dimostrare al mondo calcistico che lui è un vero vincente. Insomma se non lo avete ancora capito stiamo parlando del Sassuolo e del Torino, due squadre che tra l'altro alloggiano in due piazze diversissime dal punto di vista della sociologia calcistica, ma che entrambe si potrebbero rivelare come possibile base ideale per una grande impresa. Sassuolo rappresenta quella provincia operosa e ovattata del Nord, che già di suo sta vivendo un sogno con la Serie A, ma che potrebbe vivere ancora meglio e soprattutto con la giusta incoscienza una folle e imprevista lotta per lo scudetto. La Torino granata è invece un gigante in disparte che cova rancore, ma che nel caso di una grande impresa, saprebbe diventare più vulcanica delle migliori Napoli e Roma.

    Insomma stiamo parlando di pura fantascienza calcistica, roba che accadrebbe raramente persino alla Playstation, ma che pure accade nella realtà, come abbiamo visto quest'anno. D'altro canto se dovessimo dare retta solo alla ragione, allora il prossimo campionato non dovrebbe neanche partire, visti i pronostici che mai come adesso nella storia, sono stati cosi estremamente sbilanciati a favore di chi sappiamo. E allora..che cosa ci costa sognare? Lo so è pura follia, ma sono proprio le imprese folli quelle che danno nuovo vigore al sacro fuoco dell'esistenza e poi in fin dei conti sognare non costa nulla e allora perché non farlo?

    Leicester e Rostov ci hanno mostrato come si fa e a momenti ci riuscivano entrambe.



    Antonio Martines

    @Dragomironero

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