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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Leonardo de Araujo, l'ex trequartista del Milan passato poi sulle panchine dello stesso club rossonero e dell'Inter, ha parlato a tutto tondo della situazione del calcio milanese dando anche un suggerimento di mercato all'amministratore delegato Adriano Galliani: riportare Ibrahimovic a Milano: "Milano non ha bisogno di nulla di diverso da quello che ha per ripartire. La tradizione calcistica porta la voglia di costruire, porta persone che hanno voglia di esserci e creare qualcosa. Nessuna città ha due squadre come Milano, dello stesso livello e con una grande storia, tutte e due. Milano in questo senso è unica e saprà risollevarsi".

MILAN RIPRENDI IBRA! - "A questo punto della carriera Ibra deve fare una cosa che desidera, deve andare dove si sente bene. Non credo che sia più una questione di progetto, ma di cuore, anche se Ibrahimovic è sempre stato molto razionale. È una persone di parola, uno molto dotato di autocritica: quando non ce la farà più a giocare ai suoi livelli smetterà. Io non sono più al Psg da tempo. Ma uno come Ibra lo vorrei sempre dalla mia parte. Incide sulla squadra a livello tecnico e psicologico. Tutti i compagni con lui in campo si sentono più sicuri. Non è un caso che abbia vinto così tanti campionati". 

PRESENTE E FUTURO - "Il mio amore per la Francia non è finito. Da dirigente ho vissuto un momento di transizione molto difficile da interpretare e gestire. C’erano istituzioni e strutture che non andavano alla stessa velocità di una proprietà come quella del Psg, nuova e ambiziosa. Sarò sempre un allenatore che ha un occhio al progetto. Nella mia vita ho colto le occasioni, e ringrazio di averle avute. Sono stato sei anni dirigente al Milan, la gente magari non lo sa e da fuori non vedeva nemmeno quello che facevo, ma con Galliani ho imparato tanto. Poi sono diventato allenatore, poi sono passato all’Inter, quindi è arrivato il Psg... Futuro in Brasile? Il Brasile avrebbe potuto fare la Nba del calcio, già trent’anni fa, per la sua fama e i suoi talenti. Non lo ha fatto, e ora non ci sono le strutture per rialzarsi. Ci siamo sempre affidati al talento, ma il talento da solo non basta. Serve l’organizzazione che l’Italia ha sempre avuto e la Germania si è data negli anni".

BASTA POLITICA NEL CALCIO - "Se la Fifa porta corruzione, basta svuotare la Fifa. Le istituzioni sono vecchie, il rinnovamento deve essere profondo: bisogna rimettere il calcio al centro del calcio, per così dire. Servono persone che conoscano il calcio più che la politica. Il sistema però va cambiato. Mi spiega com’è possibile che il presidente di una grande federazione semplifichi la sconfitta del Brasile nascondendosi dietro gli errori di Thiago Silva? Dimenticando poi che la squadra è stata eliminata dal Paraguay, che poi ha perso 6-1 con l’Argentina". 
JUVE FRA THIAGO SILVA E OSCAR - "Thiago è sempre un giocatore tecnicamente ineccepibile. Ha avuto addosso troppa pressione, sia al Psg che in Brasile. Questo forse è stato il suo problema. Oscar è un grande giocatore. Lo volevo al Psg, poi l’anno dopo lo prese il Chelsea. Deve crescere in personalità, gli manca la rabbia. Ma questo è il momento migliore per arrivare alla Juve. La Juve è un modello, ha sfruttato situazioni positive ed è risalita in fretta".

MLS IL FUTURO? - "E’ un modello che funziona per loro. Gli americani non vogliono rivaleggiare con l’Europa, vogliono creare un sistema adatto ai loro gusti, divertirsi anche con il soccer. Stanno creando un buon prodotto, che economicamente funziona. Il Brasile avrebbe potuto fare una cosa simile trattenendo tutti i suoi talenti, ma il centro del calcio resterà sempre in Europa"

VERRATTI VS PIRLO - "Verratti è diverso da Pirlo. Deve metabolizzare alcune cose, controllare alcuni impulsi, ma ha tutte le qualità che servono per prendere il suo posto, anche se ovviamente interpreterebbe il ruolo in un altro modo".