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"In un calcio ormai privo di esempi da seguire e positività, ma sempre più basato sul denaro e sul ritorno economico, e funestato da eventi che con il pallone non hanno nulla a che vedere, questa rubrica vuole proporre un momento di svago settimanale che ci riavvicini allo sport più bello del mondo, legato al campo di gioco ma non solo, anche ai social, alle iniziative di beneficenza e a storie da raccontare: il calcio è felicità, il calcio è passione, il calcio è "Momenti Di Gioia""

Robert Lewandowski è tornato a casa. L'attaccante polacco ha riabbracciato i vecchi tifosi all'Allianz Arena, dove questa sera ha disputato la sfida contro l'amato Bayern Monaco, club la cui maglia ha indossato fino a un mese e mezzo fa. Una gara fondamentale per il Gruppo C di Champions League, quello in cui milita anche l'Inter: il Barcellona, i bavaresi e i nerazzurri si giocheranno la qualificazione agli ottavi. Ma questa sera c'è stato spazio anche per il romanticismo.


L'OMAGGIO DELL'ALLIANZ, IL RECORD COL BARCELLONA E LA LEGGENDA BAYERN -.L'inizio in blaugrana è stato morbido: sei reti in cinque partite in Liga, tripletta al Viktoria Plzen all'esordio in Champions e primo giocatore a realizzarla con tre maglie differenti (Borussia Dortmund, Bayern Monaco e i catalani). Nonostante sia il pericolo numero uno, lo stadio in cui ha giocato nelle ultime otto stagioni gli ha tributato il doveroso omaggio: qualche lacrima, tanta gratitudine e nostalgia, perché col Bayern il classe 1988 ha realizzato 344 gol in 375 partite, con 72 assist. Numeri che vanno accompagnati ai trofei conquistati: 8 Bundesliga, 3 coppe di Germania, 5 Supercoppa di Germania, 1 Champions League,1 Mondiale per club, 1 Supercoppa Europea.
IL RITORNO, LE LACRIME E IL GOL ATTESO... - Un eroe, un mito. Che forse non ha dimenticato totalmente il proprio passato, visto che nei primi 45' ha mancato due occasioni non complicate per un killer come lui, davanti alla porta. Anche lo spietato bomber ha un'anima e non vuole punire coloro che lo hanno sostenuto per così tanto tempo? Nella seconda frazione la doccia fredda del gol di Lucas Hernandez e gli occhi al cielo, alzati a guardare quelle tribune che una volta erano casa. Poi il raddoppio di Sané, l'ex amico, e il buio: due schiaffi a freddo, a contrastare l'emozione. Il risveglio arriva con uno splendido assist per Pedri, con un tocco prelibato che smarca il compagno, fermato dal palo. Non è serata, d'altronde "certi amori..."

@AleDigio89