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Tutto troppo facile e troppo bello per l’Inter, perché il 6-1 finale è lo specchio fedele, e crudele, di una partita che sembrava un tiro al bersaglio contro un Bologna irriconoscibile. Imbattuta dopo le prime tre partite in cui aveva incassato soltanto due gol all’esordio contro la Salernitana, la squadra di Mihajlovic subisce l’1-0 nerazzurro firmato da Lautaro dopo appena 6’, ma anche se avrebbe tutto il tempo per tornare in partita affonda senza la minima reazione, ricevendo un’umiliante lezione di gioco, nemmeno esagerata nel punteggio malgrado il classico ma inutile gol finale di Theate. Giusto così, perché l’Inter dimostra e più rabbia e più ritmo, prima ancora di una superiore qualità. Il modo migliore per tornare a vincere, dopo il pareggio in campionato contro la Sampdoria e la sconfitta in Champions contro il Real Madrid. Un’Inter da 10 per i punti in classifica e soprattutto per come gioca, divertendo e divertendosi, perché sembra un’orchestra che non dipende soltanto da un giocatore, felice di addormentarsi da sola in testa, in attesa di sapere se sarà raggiunta, o scavalcata, da Roma, Milan e Napoli.      

VIA LIBERA A DESTRA Un po’ perché tre partite in una settimana suggeriscono il turnover e un po’ per volute scelte tecniche, Inzaghi lascia inizialmente in panchina Dzeko, collaudando per la prima volta la coppia argentina Lautaro-Correa, rilancia Dimarco a sinistra al posto del teorico titolare Perisic, ma soprattutto esclude il nuovo deludente acquisto Calhanoglu, preferendogli l’usato sicuro dell’uruguaiano Vecino. Malgrado qualche ritocco l’Inter vola, soprattutto sulla fascia destra dove Dumfries, supera in velocità il suo dirimpettaio Hickey crossando un bellissimo pallone al centro che Lautaro Martinez devia al volo di destro con un tocco da grande attaccante. Sono passati appena 6’ e l’Inter è in vantaggio, ma come era successo all’esordio in campionato contro altri rossoblù del Genoa, la squadra di Inzaghi ha il merito di non accontentarsi.

LAUTARO DECISIVO Il Bologna crea un’unica occasione con Soriano, ma Handanovic respinge il suo gran tiro e le recenti critiche, poco prima di un cambio obbligato perché Correa, uscito malconcio da uno scontro con De Silvestri è costretto a lasciare il posto a Dzeko. L’attacco tutto argentino dura così meno di mezz’ora, ma anche senza il suo nuovo compagno di reparto Lautaro continua a essere decisivo. Dopo il gol, infatti, è lui a scattare ancora sulla destra, costringendo Bonifazi a deviare in angolo, e dalla bandierina Dimarco pennella un bel pallone al centro dove Skriniar salta come un centravanti schiacciando di testa il pallone del 2-0.

COME CON CONTE Rispetto alle prime partite l’Inter palleggia meno in mezzo al campo e attacca di più con lanci lunghi, sfruttando le fasce laterali, soprattutto a destra dove giganteggia Dumfries. Un gioco che assomiglia più a quello di Conte che a quello di Inzaghi. Non a caso la differenza la fa ancora Dumfries sulla destra che non fa rimpiangere Hakimi e dopo essere stato smarcato da Brozovic offre un bel pallone al centro a Dzeko, il cui tiro deviato finisce sui piedi di Barella, pronto a infilare il pallone del 3-0. Colpito e affondato, il Bologna sembra in balìa dell’Inter perché l’ex Arnautovic non riceve neppure un pallone dal trio Skov Olsen-Soriano-Sansone che (non) si muove alle sue spalle. Troppo netta, infatti, appare la differenza in mezzo al campo, dove Brozovic dirige un reparto che gioca sempre d’anticipo grazie al ritmo di Barella e Vecino, mentre Dumfries più di Dimarco fa la differenza sulla fascia. 

COLABRODO BOLOGNA - Nemmeno le presunte urla di Mihajlovic all’intervallo scuotono un Bologna irriconoscibile che imbarca acqua da tutte le parti, mostrando una difesa colabrodo. Al tiro al bersaglio degno di un luna-park partecipano tutti i nerazzurri, perché alla festa del gol si iscrivono anche Vecino con il destro del 4-0 e Dzeko con il tocco da centro area del 5—0 quando manca più di mezz’ora alla fine. Potrebbe bastare così e allora Inzaghi dà spazio a chi non ha ancora giocato quest’anno: Ranocchia e Sanchez che rilevano De Vrij e Lautaro. Applausi per chi entra e chi esce, ma soprattutto nuovi applauso per Dzeko che firma il 6-0 con una doppietta personale, infilando un pallone difficile dalla sinistra sotto la traversa dell’esterrefatto Skorupski. Per la cronaca, a tempo quasi scaduto, c’è anche il presunto gol della bandiera rossoblù firmato dell’ultimo arrivato Theate, ma serve soltanto per il tabellino e nemmeno per l’onore di un Bologna da dimenticare. 




IL TABELLINO


Inter-Bologna 6-1


Marcatori: 6’ Lautaro, 30’ Skriniar, 34’ Barella, 9’ s.t. Vecino, 18’ s.t. Dzeko, 23’ s.t. Dzeko; 40’ s.t. Arthur Theate.

Assist: 6’ Dumfries, 30’ Dimarco, 9’ s.t. Dimarco, 18’ s.t. Brozovic, 23’ s.t. Sanchez; 40’ s.t. Barrow.

Inter: Handanovic, Skriniar, de Vrij (dal 22’ s.t. Ranocchia), Bastoni (dal 24’ s.t. Kolarov); Dumfries, Barella, Brozovic (dal 24’ s.t. Gagliardini:), Vecino, Dimarco; Correa, Lautaro (dal 22’ s.t. Sanchez).

Bologna: Skorupski, De Silvestri (dal 25’ s.t. Arthur Theate), Medel, Bonifazi, Hickey (dal 10’ s.t. Dijks); Svanberg (dal 10’ s.t. Vignato), Dominguez (dal 24’ s.t. van Hooijdonk:; Olsen, Soriano, Sansone (dal 10’ s.t. Barrow); Arnautovic.

Ammoniti: De Silvestri (B), Hickey (B), Dijks (B)

Espulsi:

Arbitro: Giovanni Ayroldi (della Sezione di Molfetta)