La solita tempesta in un bicchiere d'acqua. Il Cda del Milan doveva essere uno spartiacque per il futuro, o almeno così ce lo avevano presentato, ma Li ha stupito tutti. Se la sorpresa riguarda tifosi o giornalisti poco conta, ciò che fa notizia è che lo stupore è dello stesso Cda.

Stupore che si è trasformato in breve tempo in arrabbiatura. I manager di alto livello che fungono da "cani da guardia" dalle decisioni di Li, spingevano per un nuovo socio di minoranza che diventasse presto di maggioranza. La pista americana c'era ed era concreta, aggiungerei perfetta dato che i potenziali nuovi acquirenti sarebbero stati finalmente dei proprietari VERI, con un patrimonio consolidato e verificabile da chiunque, l'esatto opposto dell'attuale presidente.
Proprio Yonghong Li ha però fatto scappare tutti. Il cinese fa sapere, attraverso i soliti pappagalli di professione, che c'è un'alternativa migliore di quella stelle e strisce. La domanda è però semplice: migliore per chi? Per lui, per il Milan o per chi c'è dietro a Yonghong Li? Eggià perché se la matematica non è un'opinione, il suo patrimonio (stimato intorno ai 600 milioni) è vicino all'essere esaurito. 250 mln di caparre, circa 90 di ricapitalizzazioni varie e oltre 300 da restituire a Elliott entro ottobre, senza considerare la perdita di bilancio intorno ai 75 mln da ripianare. Non ci sono quindi dubbi che l'unica via di fuga, per Yonghong Li e anche per noi tifosi, sia vendere... e in fretta!