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C'era una volta Vito Mannone. C'era una volta quel giovane portiere italiano capace di prendersi con forza la maglia da titolare dell'Arsenal. Ricordi, semplici ricordi. Perchè nelle ultime stagioni, del numero uno di Desio, in Premier League non c'è stata nessuna traccia. Wenger, che nel 2005 l'aveva voluto fortemente strappandolo all'Atalanta dopo averlo visionato al trofeo ad Arco di Trento, sembra avergli definitivamente voltato le spalle. L'Arsenal non crede più in lui e il prestito all'Hull City, fino al termine della stagione, può considerardi una bocciatura. Forse definitiva.

Se riavvolgiamo il nastro di due stagioni, niente faceva pensare un epilogo così disastroso. Nel 2009 l'esordio da titolare con lo Stoke City, poi le buone prove in Premier League contro Wigan e Fulham e in Champions con Standard e Olympiakos. Da zero a hero in pochi mesi, da perfetto sconosciuto a uomo copertina anche in Italia. Per lui i grandi club erano pronti a spendere (si parlava anche di Milan, squadra per cui Mannone fa il tifo), su di lui Casiraghi puntava per conquistare l'Europeo, ma è proprio con la maglia da titolare con l'Under 21 che Mannone vive uno dei momenti più bassi della sua carriera, nello spareggio europeo contro la Bielorussia. L'inizio della fine.

La scorsa stagione Wenger lo spedisce una prima volta in prestito all Hull CIty e quando torna, la scorsa estate, trova un nuovo titolare, il polacco Szczęsny. Quest'anno vede il campo con l'Arsenal solo una volta, in Champions League contro l'Olympiakos, e riesce a lasciare il segno solo in negativo, con due errori determinanti. Da qui l'idea di un nuovo prestito, ancora all'Hull City, fino a giugno.  Con l'Arsenal ha un contratto in scadenza nel 2014, ma la sua permanenza a Londra non è più garantita.