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 LIVORNO. Chievo, aspettaci. Il Livorno va al terzo turno di Coppa Italia, saltando in rimonta l'ostacolo Siracusa con una doppietta di Paulinho (il migliore, sarà opportuno allungargli in contratto) e il tris di Dionisi, e soprattutto con l'intuizione di Novellino che a metà primo tempo riporta Luci a fare vita da mediano, spostando Genevier trequartista. Mossa che regala nuove certezze al gioco amaranto, fin lì abbastanza asfittico una volta arrivati verso l'area nemica. Paulo Sergio Betanin, il brasiliano tornato da Sorrento, è piaciuto tantissimo: atteggiamento giusto, tanto movimento, implacabile in zona-gol. Da killer il primo, un'altra magia su punizione il secondo. Insieme a lui merita un posto al sole Genevier, mentre Perticone è uscito nel finale ricevendo un "cinque" dal mister e da Morgia, la riprova di un feeling ritrovato. A venti minuti dalla fine si è visto anche Bigazzi («ci farà vincere tante partite», aveva detto il mister), infatti dopo un miracolo in tuffo di Mazzoni propriodau una ripartenza dell'esterno destro è venuto il gol della staffa. Buono per mettere il risultato in freezer e far perdere le staffe al Siracusa, che ha concluso in nove per le espulsioni di Montalto (doppio giallo) e dell'ex juventino Baiocco (frase ingiuriosa). In campo, insomma, il Livorno ha risposto presente. Ora la parola passa alla società, perché di un esterno c'è bisogno come il pane. Va bene avere bilanci da Champions, ma se D'Alessandro finisce a Verona (non dallo sceicco del Manchester City) vuol dire che un sacrificio in quel ruolo si può anche fare. In cima alla nota della spesa c'è sempre lui, Juan Ignacio Surraco. Il Torino, affamato di esterni, ci si è buttato a pesce. Svanirà anche lo "scooter"? L'inizio è targato Siracusa, schierato con l'albero di Natale: l'argentino piedi di velluto Longoni e Bongiovanni larghi, ai lati dell'ariete nero Fofana. Il Livorno parte come un diesel, la squadra di Sottil invece sembra già un progetto definito. Così il gol ospite diventa quasi un premio all'inizio ruggente della squadra di Sottil. 11': Fofana in progressione viene sgambettato ai venti metri da Genevier, e sulla punizione la pennellata di Longoni ad aggirare la barriera è un esempio di balistica applicata al calcio. Palla nell'angolino alla sinistra di un Mazzoni non esplosivo come reattività. Il gol non scuote gli amaranto, che una volta arrivati sulla trequarti si perdono, non riescono a trovare il passaggio in profondità per mandare un uomo in zona-tiro. Al 25' la svolta: Novellino scambia la posizione di Luci e Genevier: il maratoneta prende secchio e ramazza tornando a fare il calamita-palloni e lo stantuffo che è nel suo Dna, il francese più avanzato diventa l'uomo dell'ultimo passaggio, e il Livorno sale di tono. Infatti è lui al 36' a lanciare Paulinho sul filo del fuorigioco: il brasiliano aspetta l'uscita del portiere e lo fulmina nell'angolino basso. Un gol da cobra capace per ridare fiato e morale alla banda di "Monzon", che chiude in crescendo. Nel secondo tempo la brezza amaranto diventa un vento deciso che agita le vele. Al 4' ci pensa ancora lui, Paulo Sergio Betanin, a scuotere la rete del Siracusa. Come a Carrara si guadagna una punizione da venti metri e la capitalizza con un altro destro a giro da specialista. Il vantaggio mette le ali al Livorno: Schiattarella spreca da due passi, poi c'è un rasoterra di Genevier respinto dal portiere, la conferma che i ruoli dentro il film ormai sono cambiati. Il Siracusa si scopre, gli amaranto si distendono nelle praterie. Al 23' il nuovo entrato Pepe scheggia la traversa con un tiro a scendere e Mazzoni riscatta l'incertezza sul gol diLongoni volando a smanacciare un colpo di testa di Moi. Dal pericolo scampato al tris c'è un battito di ciglia: "Speedy" Bigazzi in controfuga sull'out destro sembra Mennea, poi alza la testa e serve Dionisi appostato al limite dell'area: controllo e destro nell'angolino, da giocatore di biliardo. 3-1: Chievo, aspettaci.