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Quando Antonio Conte si lamenta del mercato (e lo fa ogni volta che l’Inter perde o pareggia partite facili), il riferimento è principalmente per il mancato arrivo di Edin Dzeko. In questo mercato, l’Inter può correre ai ripari con un “surrogato” di Dzeko, ovvero un centravanti dotato di grande fisico, bravo nel gioco aereo e nel gioco di sponda. Una specie di Lukaku, o ancora meglio un tipo di attaccante che unisca le qualità di Dzeko a quelle di Lukaku, ovviamente in scala minore perché a gennaio l’offerta sul mercato non è ampia quanto Conte desidererebbe e dunque la scelta cadrà su Olivier Giroud o su Fernando Llorente.

DZEKO E' UNICO - Sia lo spagnolo che il francese sono alti 193 centimetri, proprio come Dzeko, mentre Lukaku è più...basso di due centimetri. Ma chiariamo subito un punto: né Llorente, né Giroud assomigliano al centravanti della Roma per la semplice ragione che nessuno dei due sa fare il regista della fase offensiva come lui. Era questa la ragione (oltre ai gol) per cui Conte voleva così fortemente Dzeko. Tuttavia, i due obiettivi invernali dell’Inter possono aiutare la squadra in questa seconda parte di stagione.

I NUMERI DI GIROUD - Olivier Giroud compirà 34 anni nel prossimo settembre, nel Chelsea di Lampard ha trovato poco spazio, appena 282' in tutte le competizioni, solo 1 gol segnato, solo 4 volte da titolare e mai fino al 90'. L’ultima dal primo minuto risale al 30 novembre scorso contro il West Ham. Quel derby di Londra è stata anche la sua ultima presenza nei Blues.

I NUMERI DI LLORENTE -  Fernando Llorente, voluto a Napoli da Ancelotti, festeggerà i 35 anni il prossimo 26 febbraio, ma in questi primi mesi napoletani ha fatto molto più del francese a Stamford Bridge. Ha avuto a disposizione, sia con Ancelotti che con Gattuso, 666' e ha segnato 4 gol. E’ sempre entrato nelle gare del girone di qualificazione di Champions League, ha firmato un gol al Liverpool, è stato tre volte titolare e in due occasioni (col Bologna e contro il Perugia in Coppa Italia) è rimasto in campo fino al 90'.

MEGLIO LO SPAGNOLO - Questi numeri non certo roboanti mettono sotto una buona luce più lo spagnolo del francese. Ma anche l’esperienza, la conoscenza del calcio italiano (e delle sue difese) offrono un vantaggio per Llorente il quale, a differenza Giroud, non avrebbe bisogno di troppo tempo per inserirsi nella nuova squadra. Non solo, nell’anno trascorso alla Juve con Conte in panchina, l’attaccante di Pamplona ha segnato 16 gol. E’ vero, si parla di sei stagioni fa, ma certi ricordi possono essere determinanti nella scelta finale.

LE CARATTERISTICHE - Le caratteristiche tecniche non sono profondamente diverse. Llorente ha forse un tocco più leggero di Giroud, che sconquassa (o almeno sconquassava) le difese con la forza dell’ariete. Tutt’e due sanno giocare di sponda, tutt’e due possono legare meglio con Lautaro Martinez o Sanchez che con Lukaku. Ma vorremmo vedere le facce dei difensori che in una partita si ritrovano in area con Llorente o Giroud e Lukaku davanti. Facce pallide, si può immaginare. Per arrivare sulle loro teste servirebbero saltatori come Gianmarco Tamberi