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Dribbling, assist, gol.... Phil Foden è una forza della natura: 22 anni tra un mese e un futuro da predestinato. Il Manchester City non ne può più fare a meno, anche ieri contro il Real Madrid è stato uno dei migliori in campo mettendo la firma sulla vittoria della squadra nell'andata della semifinale di Champions. Un campione a costo zero: cresciuto nelle giovanili, è la vittoria di Pep Guardiola che ha sempre alzato un muro di fronte alle richieste per l'inglese. Guai a lasciarlo partire: "Neanche per 500 milioni". Per capirci. Prestiti? Non se ne parla.

DA RECORD - Con la Champions, poi, ha sempre avuto un feeling particolare: a 16 anni l'allenatore lo convoca per la prima volta nel girone di Champions contro il Celtic. Pep si era innamorato di quel mancino telecomandato che si sogna anche di notte: "Non ho mai visto un talento come lui - diceva anni fa - lo aiuterò a diventare uno dei migliori al mondo". Detto, fatto. L'anno dopo il debutto in prima squadra col Feyenoord prima di volare in India dove ha vinto il Mondiale Under 17 portandosi a casa anche il premio come miglior giocatore del torneo. Poi? Il primo gol europeo è da record: contro lo Schalke è diventato il più giovane calciatore inglese ad aver segnato in Champions, 18 anni 9 mesi e 12 giorni.
I TRE TALENTI - Intuizione di Pep dicevamo, maniaco nella cura dei dettagli. Le prime settimane al Manchester City non si perdeva un minuto degli allenamenti della squadra giovanile, rimanendo incantato da tre talenti: "Tu, tu e tu, venite con me in prima squadra". L'indice indica Foden e altri due. Chi erano? Brahim Diaz e Jadon Sancho. Istinto. Tre talenti dai percorsi diversi, l'unico a rimanere ai Citizens è stato proprio Phil. Il ruolo è un rebus, inutile sceglierne uno. Con Guardiola ha giocato ovunque: mezz'ala, esterno di centrocampo e d'attacco, finto nove. Un jolly, dove lo metti sta. E decide le partite. 

RETROSCENA PARMA - Guardiola l'aveva capito prima di tutti. O forse no. Perché c'è stato un allenatore che ha provato davvero a portare Foden in Italia. Al Parma. Era il 2019, Roberto D'Aversa stava disegnando il suo 4-3-3 quando è rimasto incantato dalle giocate di quel gioiellino durante una gara dell'Inghilterra Under 21 a Cesena. Al City non trovava spazio e l'allenatore del Parma lo vedeva lì, nel suo tridente. E l'ha chiesto davvero a Guardiola, in prestito. La risposta? "E' giovane, ma David Silva sta andando via e farà il titolare". Blindato, blindatissimo. Da sempre un suo pupillo. Foden è la vittoria di Pepe, tra dribbling, assist e quel gol al Real Madrid che può valere la finale di Champions.