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Osvaldo Soriano ci ha scritto un racconto: il rigore più lungo del mondo. Nessuno farà altrettanto con Torino-Genoa, anche perché di romanzesco in questa partita di Coppa Italia c’è stato davvero poco, e di bello pochissimo. Eppure è l’incontro di calcio più lungo che si ricordi, almeno dalle nostre parti: ne avete in mente altri che siano durati due giorni?

Torino, giovedì 9 gennaio. Si comincia alle 21,15, in teoria. In pratica un po’ più tardi, chissà perché. Forse perché la Rai - Rai 2, nella circostanza - deve trasmettere gli ultimi spot? Non ci sarebbe da stupirsi, del resto il calcio è schiavo della tv e questa partita lo è più delle altre. Comincia a un orario davvero avanzato, spagnolo o portoghese lo definiremmo. Con il rischio concreto che si vada ai supplementari, perché si affrontano due squadre di serie A e perché sono comunque contemplati dal regolamento. Va peggio: ci sono anche i rigori. Quando si calciano gli ultimi, è scoccata la mezzanotte. E’ già venerdì, insomma.

E’ un piccolo scandalo, o forse è uno scandalo grande. Perché non si tiene conto dei tifosi, i quali il mattino successivo magari devono andare in ufficio oppure a scuola e devono rimanere allo stadio fino a quell’ora. Non a caso gli spettatori sono meno di 4 mila. E c’è menefreghismo anche nei confronti dei calciatori, i quali sono attesi pochi giorni dopo dal campionato. Pensate che Torino e Genoa giochino lunedì, considerato che questa gara è finita quando il venerdì era già cominciato? Macché. Tutt’e due le squadre scenderanno di nuovo in campo domenica, e non la sera (avrebbero avuto almeno qualche ora in più per recuperare): i granata alle 15, i rossoblù - che erano per di più in trasferta - alle 18.

Ma non sia poteva almeno fissarla il mercoledì, questa benedetta partita? Forse ha inciso la programmazione di Rai 2, chissà. Anche se gli ascolti sono quelli che sono: Torino-Genoa ha fatto il 6 per cento di share, un quinto rispetto a Don Matteo trasmesso da Rai 1, una miseria per la prima serata del secondo canale dell’emittente di stato.

Per fortuna dei calciatori, e dei pochi spettatori, a Torino la notte tra giovedì e venerdì non era la più fredda dell’anno. Ma da quelle parti, in questo periodo e a quell’ora, il termometro può scendere di diversi gradi sotto lo zero. Poteva andare peggio, sì.

@steagresti