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Non c’è due senza tre e così, dopo i dolorosi addii di Conte e Hakimi, l’Inter potrebbe salutare un altro pezzo da novanta, probabilmente la colonna portante della struttura: Romelu Lukaku. L’aria sta cambiando, a Milano si percepisce tensione. Tra i tifosi, sui social e nelle strade, c’è preoccupazione, un sentimento più che giustificato, visto e considerato che non si parla più di sole voci. Il Chelsea vuole Lukaku ed è pronto a manifestarsi con i giusti argomenti. Finora l’approccio è stato morbido, con una prima offerta ritenuta bassa (110 milioni) che gli inglesi sono già pronti a modificare. Perché l’Inter potrà resistere, ma fino a un certo punto. Di sicuro in viale della Liberazione non vogliono scatenare alcuna rivoluzione da parte della piazza (non sarebbe la prima) e per questo motivo per adesso fanno sapere che il giocatore non è in vendita. A meno che…

POSIZIONE STRATEGICA - La variabile che potrebbe modificare ogni assetto risiede nella volontà del calciatore, che fino a una settimana fa non sembrava sfiorato dagli assalti del Chelsea. E adesso? Probabilmente nella sua testa qualcosa sta cambiando, di sicuro lo scopriremo presto, perché in queste ore l’Inter ha scaricato a lui la palla. La posizione del club nerazzurro è chiarissima: Lukaku non è un calciatore in uscita, se poi sarà lui a chiederci di andare via, ci comporteremo di conseguenza. Posizione strategica quella del club nerazzurro, che però chiama il calciatore ad esporsi e anche a farlo presto, perché siamo a meno di 20 giorni dall’avvio del campionato e uno come Lukaku devi rimpiazzarlo bene.
TIFOSI IN ANSIA - Lukaku ci pensa, in Premier lo attende un contratto da 15 milioni di euro a stagione, per lui significherebbe andare al raddoppio. L’Inter si trincera, perdere il belga sarebbe l’ennesima e definitiva conferma del ridimensionamento, anche se a tal proposito arrivano rassicurazioni: i nerazzurri reinvestirebbero gran parte dei ricavi per rinforzare la rosa. Una giustificazione che per adesso non basta ai tifosi, proprio perché l’addio di Lukaku seguirebbe quelli di Conte e Hakimi. Insomma, in due mesi, per i campioni in carica, sarebbe davvero troppo. Si potrebbe probabilmente parlare del peggiore downgrade di una squadra campione d’Italia nella storia del calcio. Lukaku non è più blindato e a Milano c’è quel silenzio che spesso precede un boato. La palla è ufficialmente passata al calciatore.