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Ha un nome e un cognome l'inventore di quello che è stato ormai ribattezzato come “pezzotto tv”, il sistema di trasmissione pirata dei principali eventi calcistici italiani e non solo: si chiama Franco Maccarelli, è nato in Molise ma vive a Secondigliano (provincia di Napoli) e soprattutto ha creato un impero da 6,5 milioni di euro se si considerano esclusivamente i movimenti bancari. Secondo quanto riporta un'inchiesta del quotidiano Il Mattino, ha messo su una rete di collaboratori e rivenditori quasi da fare invidia a un'organizzazione criminale e le ultimi indagini del Nucleo Operativo di Napoli (che indaga su di lui dal 2015) hanno evidenziato che proprio alcune famiglie camorristiche sono entrate in contatto con Maccarelli negli ultimi tempi.

MINACCE DALLA CAMORRA - Il suo importante giro d'affari non ha lasciato indifferenti gli esponenti più importanti della mafia locale e ha scatenato una vera e propria guerra di cosche, con la famiglia Lo Russo che lo avrebbe più volte minacciato di morte, alla pari di alcuni ex soci in affari dell'uomo, che nella vita è genio dell'informatica e del brockeraggio. Secondo le ultime stime, il pezzotto sarebbe utilizzato da almeno 5 milioni di italiani e di questo sistema delinquenziale Meccarelli è uno dei principali fautori; nel 2017, la Guardia di Finanza individuò due appartamenti situati tra via dell'Abbondanza e il Centro Direzionale di Napoli, all'interno dei quali sono stati trovati una serie di decoder, tessere Sky, encoder, materiale informatico, documentazione, ma anche contanti per oltre 17.000 euro, tutto riconducibile a lui.

ASSOCIAZIONE A DELINQUERE - I pagamenti avvenivano principalmente via Paypal, con l'intento di eludere i controlli delle autorità competenti ed erano nell'ordine di migliaia di euro; l'accusa a Meccarelli e ai suoi soci è di associazione a delinquere fino alla commercializzazione illegale di Iptv tramite un sofisticato sistema di frode che sfocia anche nel reato trasnazionale, col fine di "captare e diffondere prodotti destinati alla Tv a pagamento, con notevole danno ai titolari dei diritti e frustrazione del libero mercato".