104
Chiamatelo tranquillamente "effetto Conte". Col ricordo ancora ben vivo nella mente dell'incredibile epilogo dell'ultima partita di Premier League contro il Leicester, è complicatissimo non notare come l'avvento dell'allenatore italiano sulla panchina del Tottenham abbia prodotto uno sconvolgimento pressoché immediato, un potenziamento repentino del livello delle prestazioni e soprattutto dei risultati di una squadra che torna ad essere una serissima pretendente per un posto nella prossima Champions League. E domenica pomeriggio andrà in scena un attesissimo derby londinese contro il Chelsea, che segnerà il secondo ritorno del tecnico salentino a Stamford Bridge a distanza di poche settimane dalla semifinale di Carabao Cup vinta dagli uomini di Tuchel.

LA RISALITA - I numeri non mentono mai e sono quelli a certificare che Antonio Conte ha letteralmente trasformato una squadra anonima in una nuovamente in grado di competere quasi con tutti: 9 partite di campionato e un bottino di 6 vittorie e 3 pareggi, per un totale di 36 punti conquistati e un distacco di appena un punto dal quarto posto, di 8 e 9 dal terzo e dal secondo, ma con ben tre partite in meno rispetto al West Ham, quattro rispetto al Chelsea e due rispetto al Liverpool. Se nelle coppe - quella di Lega e la Conference League - le cose non hanno funzionato e sono arrivate altrettante eliminazione, ora Kane e compagni rappresentano una seria minaccia per tutti (Manchester City a parte) per conquistare un piazzamento molto ambito per l'Europa che conta. E ci sono ulteriori statistiche che avvalorano la tesi secondo la quale pochi riescano ad entrare da subito nella testa dei giocatori come l'ex allenatore dell'Inter.

Nelle 10 partite prima del suo arrivo, il Tottenham aveva collezionato un 10.60 a livello di expected goals - ossia occasioni che avrebbero potuto potenzialmente portare alla realizzazione di una rete - e un 16.25 per quanto concerne gli expected goals concessi, per un saldo negativo di 5.65. Nelle 9 con Conte alla guida degli Spurs la musica cambia in maniera evidente: si passa a raddoppiare gli expected goals, 21.8, e vengono sostanzialmente dimezzati quelli concessi, a 8.22: il saldo diventa positivo per 12.96. I numeri, certo, ma nessuno può testimoniare il valore di un allenatore come un calciatore e se quel calciatore si chiama Harry Kane, le sue parole assumono una valenza particolare: "Conte è uno dei migliori allenatori al mondo. Negli ultimi anni non abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma con lui avremo l'occasione di vincere. È uno che pretende molto, si sta impegnando al massimo. Noi, come giocatori, abbiamo risposto molto bene e stiamo lavorando il più duramente possibile per ottenere il successo. Questo è l'obiettivo finale per tutti qui al Tottenham".