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Sono stati diversi gli spunti interessanti regalati dall'intervento di Paolo Maldini al Festival dello Sport di Trento. Fra questi le strategie di mercato del Milan e come resistere agli assalti dei grandi club stranieri per i pezzi pregiati della collezione rossonera. La risposta del direttore dell'area tecnica è stata all'insegna del massimo realismo, considerando il netto divario tra il calcio italiano e alcune realtà estere: "Se ho respinto offerte per Leao e Theo Hernandez? A qualcuno ho detto di non presentarsi nemmeno... Il problema è che poi tornano alla carica e allora devi decidere che cosa fare. Nell'ambito della sostenibilità del club, ribadisco che noi abbiamo i conti a posto e non abbiamo necessità di vendere nessuno. I più forti vogliamo tenerli, ma i giocatori incedibili oggi non esistono più".
SANO REALISMO - Leao, al centro di una complicata trattativa per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2024, è diventato un pallino delle principali formazioni di Premier League, Chelsea e Manchester City in testa, ma anche del Paris Saint-Germain, così come dell'esterno della nazionale francese. E a corroborare la sensazione di Maldini che sia sempre più complicato resistere al richiamo di certe sirene ci sono anche queste parole, pronunciate sempre dal palco di Trento: "E' normale che in una grande azienda le persone non mettano radici, io invece ce le ho". Nessuna vena polemica ma una chiara presa di coscienza di quella che è l'evoluzione fatta dal mondo del calcio, in particolare da quello di casa nostra nell'ultimo ventennio. "L'ultima squadra di Premier League ha un budget superiore al nostro, il divario è divenuto ormai insostenibile". Più chiaro di così...