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'Io devo ritornare a Napoli, devo ritornare per vincere lo scudetto'. Inizia così la lunga intervista rilasciata ieri da Diego Armando Maradona all'emittente locale Piuenne. 'Ho scelto Napoli nell'94, rifiutando altre squadre, quando ancora non c'era nessuno; dopo di me tanti hanno voluto andarci - ha dichiarato l'ex Pibe de Oro -. Questa città mi ha formato come giocatore e come persona: ho donato sorrisi alla gente, e questo è più bello di qualsiasi Coppa del Mondo. Quando mi hanno detto che a Napoli mi aspettavano 80mila persone ho pensato che mi sarei divertito tutte le domeniche: in quel momento non eravamo una squadra competitiva, ma piano piano siamo diventati grandi. Noi vedevamo sul giornale che a Milanello avevano quattro campi d'allenamento, noi solo uno a Soccavo. Era di cemento, fatto male, avevamo tanti problemi ai piedi, ci pensava Carmando a metterci in campo... Io ambasciatore di Napoli? Non è facile andare per il Mondo con una carica tanto pesante. I napoletani sono ovunque, dall'India a Dubai. Come idea quella di De Laurentiis è buona, però dobbiamo metterci d'accordo su come vuole farla, se lo vuole per la gente o per se stesso. Se vuole farlo per il Napoli sono d'accordissimo. Lavezzi e Cavani potevano continuare a giocare nel Napoli, sarebbe stata una squadra grandissima, ma De Laurentiis non l'ha fatto: per questo siamo un po' distanti, non siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Io voglio essere ambasciatore del Napoli, ma prima di tutto voglio un Napoli grande, che non perda una Champions per un gol, questo non mi va. La droga? Mi ha tolto tanta felicità. Adesso posso alzarmi al mattino e parlare tutti i giorni con i miei figli, sapere cosa fanno durante la giornata. Soprattutto ho recuperato la salute. Non ho mai preso qualcosa per ottenere un vantaggio, la mia era una vera e propria malattia: è la solitudine che ci ammazza, ma io la cercavo con questa maledetta droga. Ora voglio stare vicino a mio nipote Benjamin: gioca a calcio come il nonno, io mi sveglio pensando a lui'.