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Il direttore generale della Juventus Giuseppe Marotta ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky nel pre partita di Juventus-Cagliari.

Questo campionato da’ un po’ di fiducia a chi virtualmente deve inseguire?

Credo proprio di sì. Sappiamo che il campionato italiano, soprattutto nelle prime domeniche, regala cose un po’ straordinarie, risultati anche inediti che, onestamente, portano all’attenzione proprio le provinciali. Per quanto ci riguarda, noi dobbiamo partire da una situazione oggettiva: un grande rinnovamento che ha portato in rosa ben dodici giocatori nuovi, sei dei quali giocheranno ancora stasera. Allenatore nuovo, giocatori nuovi, non si può avere la bacchetta magica e andare sempre dentro cercando sì di vincere, ma giocando anche contro avversari assolutamente all’altezza. Quello che possiamo chiedere ai nostri tifosi è la pazienza, poi evidentemente la classifica è importante, va vista con attenzione perché vincendo trovi comunque una forma di autostima che facilita quello che durante la settimana è il lavoro da parte di Delneri.

Krasic dipendente, Del Piero dipendente, ma la Juve non è Marotta dipendente?

La Juve è costituita da un gruppo di giocatori. Credo che il calcio sia un gioco di squadra in cui tutti sono importanti, i più bravi, i meno bravi, perché all’interno di un gruppo ci sono valori diversi, però tutti devono assolutamente raggiungere lo stesso obiettivo, che è quello di fare bene. Il gruppo in questo momento è ben amalgamato, almeno dal punto di vista delle motivazioni. Ci sono degli errori, parecchio lavoro da fare, ma giustamente Delneri lavora durante la settimana per questo.

Aquilani.

Gli altri centrocampisti sono Marchisio, Felipe Melo e Sissoko, altri giocatori secondo me di indiscussa qualità, però è evidente che gli impegni sono numerosi, quindi necessitano di un organico a centrocampo di grande qualità. Aquilani è un giocatore che purtroppo è stato sfortunato in questi ultimi anni, alle prese con infortuni, però aveva delle grandissime qualità, anche a livello giovanile, e l’ha dimostrato. Credo che su Aquilani non ci sia da discutere nulla dal punto di vista tecnico e tattico, la speranza è che possa trovare continuità.

Motta.

È in tribuna, è un avvicendamento, anche fisiologico, per un giocatore che ha praticamente giocato più di dieci partite dall’inizio della stagione. E’ un ragazzo di 24 anni, credo che sbagliando possa acquisire esperienza, le qualità e le potenzialità le ha. Non è che potessimo aspettarci da Motta chissà quali cose, è un giocatore che fa parte del gruppo.

Lei rifarebbe esattamente tutta la campagna acquisti che ha fatto?

La risposta è semplicissima: il compito mio da parte della proprietà, della società, era quello di indicare delle linee guida che potessero coniugare l’economia di bilancio a quello che poteva essere poi l’economia di squadra, in un anno in cui la mancata partecipazione alla Champions ha portato a un decremento dei ricavi. Abbiamo preso 12 giocatori, non 4 o 5, è evidente che sapevamo con certezza di non avere grandissima qualità, ma gli impegni ravvicinati dell’Europa League, anzi dell’Intertoto, ci hanno portato a fare scelte rapide all’inizio del calciomercato. Nell’ottica di giocatori di qualità e campioni, Zamparini stamattina ha fatto una valutazione economica di 50 milioni, chiaramente esagerata secondo me, su Pastore. È evidente che il secondo modello era quello di andare a prendere giocatori di qualità, ma i giocatori di qualità costano molto. Magari Zamparini ha sparato una cifra alta, ma credo che Pastore onestamente non vada sotto i 25 milioni.