Una dichiarazione di intenti in pieno stile, con qualche bugia da dirigente navigato, ma anche una linea direttiva e progettuale ben tracciata per il futuro. Quella dell'amministratore delegato dell'Inter Beppe Marotta ai microfoni di Radio Rai nella mattinata di ieri è stata ben più di una semplice intervista,  perchè, fra le righe o direttamente, ha spiegato quella che sarà in estate la strategia del club nerazzurro.

IL BLUFF IN PANCHINA - Tante verità, ma anche qualche bugia, dicevamo, e quella più importante riguarda il futuro di Luciano Spalletti. L'attuale allenatore nerazzurro ha ancora due anni di contratto e uno stipendio, fra sè e quello del suo staff che, in caso di esonero, costerebbe all'Inter circa 20/25 milioni di euro lordi. Marotta lo so, così come sa che chiudere la stagione centrando la qualificazione in Champions League è vitale per le strategie del club e, per questo, continua a difendere pubblicamente l'operato di Spalletti. Eppure il bluff è proprio qui, perchè i contatti con Antonio Conte sono stati proficui e la scelta di affidargli la panchina, salvo ribaltoni clamorosi, è già stata presa.

NIENTE FOLLIE, CI SARÀ UN ADDIO -  Con l'arrivo di Conte l'Inter non farà follie e Marotta in questo è stato chiaro: il tempo per rincorrere da vicino la Juventus non è ancora arrivato. Anzi a conti fatti l'unica grande rivoluzione che sarà fatta riguarderà principalmente una o due delle attuali stelle presenti in rosa. Ivan Perisic quasi sicuramente dirà addio e insieme a lui dovrebbe lasciare Mauro Icardi. Il condizionale è d'obbligo perchè in assenza di offerte concrete il sacrificato potrebbe essere un altro e tutti gli indizi portano a Milan Skriniar (richiestissimo da mezza Europa).

GLI AFFARI TOP - Chi partirà sarà sostituito, ovviamente, ma senza fare follie. La strategia di Marotta è chiara: colpi low cost alla Godin o affari di alto livello come Gundogan (o Rakitic) saranno portati avanti, ma non ci saranno esborsi folli per giocatori già avanti con l'età. L'Inter vuole sfruttare il momento, anticipare la concorrenza su colpi giovani e di prospettiva (come Pepè del Lille) per costruire una solida base per il futuro, ma senza follie economiche se non strettamente necessarie.

SÌ A DYBALA O... - Necessaria come potrebbe essere la follia che porterebbe in nerazzurro un campione potenziale e bisognoso di rilancio come quel Paulo Dybala nuovamente elogiato pubblicamente e senza nascondersi da Marotta. Quel Dybala paragonato dall'ad proprio a Icardi per cui potrebbe rifiorire un clamoroso scambio. Quel Dybala che resta ad oggi un sogno come lo è anche Federico Chiesa, l'unico altro giocatore per cui l'Inter è disposta oggi a fare sacrifici economici. Due potenziali top player per sostituire i due partenti. Con l'aggiunta di puntelli low cost e un allenatore top in panchina. La strada è tracciata, ma solo con la qualificazione in Champions potrà essere percorsa.