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Beppe Marotta ha svestito per un attimo i panni del dirigente per vestire quelli dell'assist-man, del suggeritore: un ruolo ritagliato su misura per un giocatore come Christian Eriksen, la "scommessa" dell'Inter del mercato di gennaio, il colpo a sensazione pagato 20 milioni di euro nonostante avesse davanti un solo anno di contratto col Tottenham per far fare il salto di qualità al gruppo di Antonio Conte. Che, per colpe non sue, ha faticato a ricreare un'alchimia tattica che consentisse al trequartista danese di trovare da subito una sua collocazione stabile nell'undici titolare. "Il danese è un gioiello, un grande giocatore. Conte è il direttore d’orchestra, è lui che deve creare il giusto equilibrio tattico. Questi due mesi sono indicativi per conoscersi meglio: vale per il calciatore, vale anche per Conte", ha dichiarato recentemente l'ad nerazzurro.

OCCASIONE COL NAPOLI? - Anche un grande ex nerazzurro come Wesley Sneijder ha investito il suo "erede" (entrambi hanno vissuto una parentesi importante nell'Ajax) della responsabilità di prendere per mano l'Inter in questo insolito finale di stagione e portarla a conquistare un trofeo, che manca in Viale della Liberazione dalla Coppa Italia 2011. Ad oggi, non possono bastare le 4 presenze collezionate in campionato - di cui una soltanto da titolare - a cui vanno aggiunte le 2 apparizioni in Coppa Italia e altrettante in Europa League, col bottino di un solo gol. Difficile da collocare in un 3-5-2, troppo offensivo per interpretare la mezz'ala come la intende Conte. Che tuttavia, in vista della ripresa dell'attività e di una partita delicata come la semifinale di ritorno di coppa contro il Napoli, medita il rilancio del campione danese.
ORA TOCCA A LUI - Eriksen sarà in ballottaggio fino all'ultimo con Sensi per completare la mediana con gli intoccabili Brozovic e Barella: un'occasione importantissima per convincere il tecnico salentino a rispondere alle sollecitazioni di Marotta e ad accelerare il suo processo di inserimento in un campionato e in un calcio molto lontani dalla Premier League e dal Tottenham. Il giocatore chiede spazio e i ritmi presumibilmente meno alti a cui dovremo abituarci in questa ripresa contraddistinta da impegni molto ravvicinati possono favorirlo. A patto che lo stesso Eriksen dimostri una crescita sul piano dell'intensità e della propensione al sacrificio maggiori rispetto alle prime battute della sua avventura interista. Marotta ha servito l'assist, ora tocca a lui tramutarlo in gol.