"Dimenticare Antonio non è facile, ha lasciato il segno, è nella storia della Juve. Lo era prima da calciatore, da capitano e lo è oggi da allenatore quindi è chiaro che quello scetticismo, quella freddezza che ha accompagnato l'ingresso di Allegri è normale, una normale dinamica di questo nostro mondo. Ma io sono convinto che la sua professionalità, le sue capacità diano la possibilità al pubblico di apprezzarlo". Così l'ad della Juventus, Beppe Marotta, ospite di Enrico Varriale a Stadio Sprint su Rai 2: "Le differenze? Conte era sicuramente diverso rispetto ad Allegri, ma entrambi sono allenatori giovani ed emergenti che hanno fatto bene e faranno bene. Diciamo che impostano il rapporto con la squadra in maniera differente che è una cosa normale, ognuno ha il suo carattere. È chiaro che ogni allenatore plasma la squadra a sua immagine e somiglianza, la cosa però che ha fatto Allegri con grande intelligenza è quella di non aver fatto rivoluzioni".


ZAZA BIANCONERO - Idee chiare su Zaza: "Noi non abbiamo rinunciato assolutamente a Zaza, anzi. È evidente che poi in una rosa non ci possono essere dieci attaccanti. Oggi gioca nel Sassuolo ma nel caso venisse messo sul mercato abbiamo raggiunto un diritto di opzione morale e saremmo i primi a poterlo contrattare. Se lo vedremo un giorno in campo con la maglia bianconera? Sicuramente, anche perché l'ho già detto più di una volta che Zaza diventerà un campione".