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Un affare perfetto, uno in realtà mai nato, ed un grande rimpianto. Si potrebbe sinteticamente riassumere così il calciomercato estivo della Fiorentina 2013, nato fra mille incertezze, visto l'impossibilità fino all'ultima giornata dello scorso campionato di programmare soprattutto economicamente un certo tipo di trattative – fra avere a disposizione 30 milioni di euro della Champions, e non averli, ce ne corre, e per i viola si può parlare di beffa per come si è conclusa la passata annata – e con tanti-piccoli grandi ostacoli che ogni sessione di trasferimenti nasconde.
L'affare perfetto è nato su suggerimento del tecnico Vincenzo Montella, che quando gli è stato chiesto dai suoi dirigenti l'attaccante migliore per esprimere un calcio bello e vincente, ha fatto un nome che mai pensava potesse vestire la maglia gigliata, sviluppato con un blitz a Monaco di Baviera dal d.t. Eduardo Macia, portato avanti dall'abilità diplomatica del d.s. Daniele Prade', e concluso con la telefonata al 'collega' presidente Rumenigge dal primo tifoso della Fiorentina, Andrea Della Valle, senza dimenticare il viaggio nel ritiro del Bayern ad Arco di Trento di un giustamente gongolante amministratore delegato Sandro Mencucci. Dopo l'acquisto di Mario Gomez niente è piu'impossibile nei sogni di mercato dei tifosi viola.

L'affare mai nato porta invece il nome e cognome di Julio Cesar. Una trattativa mediatica nata in conseguenza delle incertezze in porta di Neto che, rimane il numero uno titolare viola, ma che non convince a pieno soprattutto tifosi ed esterni alla realtà fiorentina, ma che invece è stato sposato proprio dal tecnico Vincenzo Montella e dal suo staff che lo ritengo, una volta che avra' superato alcuni problemi mentali, il leader adatto per guidare la squadra da dietro. Il possibile approdo dell'ex portiere dell'Inter del Triplete in realtà non è mai stato vicino e tutto è frutto di intermediari che hanno cercato di far tirare fuori alla Fiorentina cifre assurde per l'ingaggio di un giocatore duramente bacchettato dal suo c.t. nel Brasile per quanto è attaccato piu' ai soldi che alla competitività tecnica. Soprattutto il duo Daniele Prade'-Eduardo Macia una volta fiutato il nugolo di condor pronti a farsi beffe del club di via Manfredo Fanti per portare un'atleta tutt'altro che pronto al sacrificio, si sono rifiutati di trattarlo. L'accordo c'era per Michael Agazzi con l'ex d.s. del Cagliari ma l'estremo difensore dei sardi non ha mai convinto Montella mentre gli altri nomi, da Consigli a Sorrentino, non hanno mai scaldato.

E veniamo al grande rimpianto che si chiama per i dirigenti della Fiorentina Juan Gulliermo Cuadrado. Si, perchè con il precedente responsabile del mercato dell'Udinese esisteva sulla parola un accordo per il riscatto non solo del 50% del cartellino del colombiano, come da accordi avvenuti un anno fa, ma per l'acquisto dell'intera proprietà del funambolico esterno destro. A portare avanti il tutto ci aveva pensato l'ottimo lavoro svolto dal procuratore del giocatore, Alessandro Lucci, autore fra l'altro del trasferimento anche di Tomovic e Vecino a Firenze, e grande amico del d.s. Daniele Prade'. Solo che i dirigenti friulani sono cambiati a fine primavera, con l'avvento fra l'altro dell'ex uomo mercato del Novara Giaretta, che insieme ai Pozzo ha deciso di pensare a risolvere il futuro di Cuadrado soltanto la prossima estate, a fronte di offerte sostanzione già arrivate nella sede dell'Udinese: dalla Juventus al Barcellona, passando al Bayern Monaco. Peccato perchè l'acquisto definito del numero 22 viola avrebbe permesso alla Fiorentina non solo di poter contare sulla concentrazione massima dell'ex Lecce anche nei mesi centrali del 2014, che invece per il giocatore potrebbero rivelarsi caldi in chiave mercato, ma anche di avere in rosa a livello di piena proprietà uno dei migliori esterni d'Europa da almeno 6 mesi a questa parte. Poco male, sussurrano i dirigenti gigliati: vorra' dire che chi vorra' eventualmente Cuadrado a giugno prossimo, dovra'comunque tirar fuori una ricchissima somma per acquisire per quella comproprietà attualmente detenuta dalla famiglia Della Valle della 'vespa' viola, come è soprannominato il colombiano da larga parte dello stadio 'Franchi'.