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Un gol di Mertens, ancora lui - e sono 120 -  e il Napoli passa a Cagliari regalandosi un briciolo di serenità anche in campionato. Tre punti che agli azzurri fanno guadagnare una posizione e che avvicinano la squadra di Gattuso alla zona Europa League. Che non sarebbe chissà cosa viste le promesse e le premesse dell’estate scorsa, ma che servirebbe comunque a salvare un poco la stagione. Non così per il Cagliari, che allunga la sua storia negativa, che scivola ancora più in classifica e che proprio non riesce a ritrovare quel gioco smarrito ancor prima di Natale e mai più trovato

Eppure, sì che aveva da farsi perdonare qualcosa, il Cagliari, passato da un avvio di stagione sfavillante a un’astinenza da successi lunga tre mesi e mezzo e undici partite. Ma ha il Napoli di fronte e per giunta (per squalifica) gli manca pure Nainggolan, ragion per cui va abbastanza sul prudente, Maran. Le uniche novità rispetto all’ultima partita giocata e perduta contro il Genoa, sono il giovane polacco Walukiewicz in coppia con Klavan davanti a Cragno e, a sinistra, Pereiro ancora fresco di mercato. Da farsi perdonare, si capisce ha molto anche la squadra di Gattuso. Napoli che, resuscitato in coppa Italia, ha però addosso ancora tutto il peso e l’onta della sconfitta in casa con il Lecce. Infatti, Gattuso ne cambia sei rispetto a quella gara, ma uno solo rispetto al match vinto contro l’Inter a Milano in coppa Italia: Hysaj al posto di Mario Rui, sulla sinistra. Non una novità, ma destro lui e destro Elmas - il quale sostituisce anche stavolta Insigne con un ginocchio ancora mezzo traditore -, sulla fascia di sinistra il Napoli paga comunque qualcosa all’assenza almeno di un mancino vero. Oltretutto, così anche a come Maran oltre a Nainggolan deve rinunciare per accidenti vari a ben cinque dei suoi (Ceppitelli, Rog, Cacciatore, Faragò più lo sfortunato Pavoletti), il Napoli ha lasciato a casa tre ammaccati e un reprobo: Milik, Lozano, Koulibaly e il brasiliano Allan cacciato dal campo da Gattuso per scarso impegno negli allenamenti. 

Insomma, due squadre non proprio al meglio del loro luccichio e chiaramente  più attente a non perdere che a mettere in tasca i tre punti del successo. Bene, se questi sono i presupposti, non c’è proprio da meravigliarsi che il match s’indirizzi su ritmi più da divano che da prato di pallone. E anche che Cragno da una parte e Ospina dall’altra si godano un tardo pomeriggio di tranquillità. Sì, il Napoli comincia con maggior vigore; pressa alto, in avvio di gara recupera qualche buon pallone e porta Fabian ad un diagonale appena fuori, ma torna su divano appena il Cagliari alza, seppure appena appena, il rtmo della circolazione del pallone. Però il massimo sforzo che sa produrre la squadra di Maran si raccoglie in un tiro alto di Simeone (18’) e un tentativo a giro di Pereiro che Ospina blocca facilmente. Poi è il Cagliari, come dire… a chiedere il cambio in quanto a iniziativa  e il Napoli ritrova un po’ di spazio. Attacca con maggior frequenza, insomma, ma senza esagerare. Senza mai sforzarsi più di tanto. Ci provano Manolas di testa (fuori), Zielinski col destro (fuori), Mertens su punizione (fuori) e  infine Elmas che  interrompe il riposo di Cragno costringendolo (siamo al 36’!) alla prima mezza parata di questo pomeriggio. Poca roba, anche se il Napoli tiene il pallone per più tempo grazie al suo palleggio assai più fitto di quello di chi sta dall’altra parte. Per dirla tutta: sacrosanto lo zero a zero quando si va al riposo a metà d’una partita senza un brivido, senza un’emozione. Poco intensa e assai noiosa, ad essere sinceri.  

Lo capiscono anche Maran e Gattuso che andando avanti così la partita non si schioderà mai da quello zero a zero. E allora chiedono alle loro squadra di darsi una mossa. Ed è così, il match un po’ si velocizza. Zielinski (55’) chiama Cragno al salvataggio in angolo e quattro minuti dopo  tocca a Simeone provarci da lontano, ma il suo tentativo è senza conseguenze. Allora ci pensa Gattuso a smuovere qualcosa: fuori Demme (61’) e dentro Insigne che torna nel suo ruolo naturale, mentre Fabian s’arrangia da centrale davanti alla difesa ed Elmas si ritrova interno destro. Gattuso fa due cose in uno: fa riposare Demme che molto gli servirà nelle prossime partite, il Napoli avrà anche Barcellona in Champions, e immette in campo qualità. E il Napoli ne approfitta immediatamente. Con Insigne là, infatti, Hysaj trova finalmente il coraggio d’attaccare. Vola sulla fascia, l’albanese e triangola con Mertens, il quale, al primo pallone vero che gli capita tra i piedi, dalla sua posizione preferita gira col destro e castiga Cragno che per la bellezza e la precisione del colpo non può sentirsi in colpa.

Napoli in vantaggio e nuovi cambi. Politano per Callejon nel Napoli, che quindi si sbilancia un po’ e Paloschi per Pereiro e poi anche Mattiello per Wazukiewicz. Segno che Maran non ci sta a perdere anche questa volta, anche se il Napoli porta in campo, adesso, un po’ più di qualità. Non tantissima, però quanto basta per tenere a bada un Cagliari che al di là di qualche generoso tentativo non sa andare. E allora Maran ci riprova ancora: dentro anche il vecchio Birsa (per Cigarini) e Cagliari messo con un quattro-due-quattro che sa molto di disperato tentativo di raddrizzare, ma inutilmente, la baracca. 






IL TABELLINO

Cagliari-Napoli 0-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 20’ s.t. Mertens (N)

Assist: 20 s.t. Hysaj (N)

Cagliari (4-3-2-1): Cragno; Pisacane, Walukiewicz (25’ s.t. Mattiello), Klavan, Pellegrini; Nandez, Cigarini (38’ s.t. Birsa), Ionita; Pereiro (22’ s.t. Paloschi); Joao Pedro, Simeone. All.: Maran

Napoli (4-3-3): Ospina; Di Lorenzo, Maksimovic, Manolas, Hysaj (35’ s.t. Mario Rui); Zielinski, Demme (16’ s.t. Insigne), F.Ruiz; Callejon (22’ s.t. Politano), Mertens, Elmas. All.: Gattuso.

Arbitro: Doveri di Roma

Ammoniti: 13’ p.t. Joao Pedro (C), 30’ p.t. Walukiewicz (C), 29’ s.t. Nandez (C), 36’ s.t. Zielinski (N)