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Due poliziotti per cento ragazzi, ammassati e con le mascherine indossate a metà o semplicemente privi, di sicuro noncuranti del pericolo e ancor meno delle distanze. Urlano ‘Messi, Messi’. Provano a scorgere i protagonisti della super sfida di domani sera, consapevoli dell’impossibilità di un autografo ma comunque impavidi. Pronti a superare le barriere di contenimento e ad affollare la zona riservata agli addetti ai lavori.

DA CONDANNARE - Sono passate da poco le 18 quando il Barcellona svolta l’angolo di Piazza Solferino per raggiungere il Golden Palace, nel cuore della città. Ad accoglierli, tanti, troppi tifosi, e una disorganizzazione che lascia sbigottiti. Anche gli spagnoli. Dopo aver appurato l’impossibilità di entrare dall’ingresso principale dato gli assembramenti in atto - già dalle 17.45 un gruppo di curiosi si era organizzato in zona albergo, per nulla contenuto dagli agenti presenti -, la delegazione spagnola ha deciso di optare per l’ingresso laterale.
 

PAURA - Problema risolto? Per nulla. Il gruppo si è spostato di qualche metro e ha causato più di qualche problema agli autisti e al gruppo blaugrana, a più riprese costretti a fermarsi per valutare la situazione. Alla fine, nessun disguido per i calciatori, entrati da un ingresso laterale e in ritardo di appena qualche minuto. Resta però l’amaro in bocca. E la paura. Com’è stato possibile tralasciare una situazione del genere?