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Titoli di cosa. Lionel Messi non prolungherà il contratto con il Barcellona, ora è davvero finita. L'addio di Bartomeu e l'arrivo di Laporta sembravano aver riportato il sereno sopra il Camp Nou, ma una tempesta d'estate ha spazzato via ogni speranza di continuare insieme. La tanto attesa firma sul rinnovo del contratto scaduto il 30 giugno, prevista tra oggi e domani, non è arrivata. E non arriverà. Troppo grande la distanza economica tra la richiesta d'ingaggio di Leo e la proposta del Barça, messo alle strette dalla Liga che ha imposto un taglio netto del monte ingaggi. Finisce un'era, uno dei giocatori più forti della storia lascia il club nel quale è cresciuto come uomo e come calciatore, del quale è stato un simbolo. Una bandiera, volata via.
SFIDA A DUE - Messi saluta Barcellona ​con 672 gol in 778 partite, il 40% delle reti blaugrana dal 2005 ad oggi. Con ogni probabilità dirà addio con 474 reti in 520 al campionato spagnolo, nel quale il secondo miglior marcatore della storia ha 129 gol in meno di lui. Per il suo futuro, al momento, sono due le piste percorribili, il Manchester City dell'amico Guardiola, che già lo scorso settembre si era mosso offrendo un ricco contratto, e il Paris Saint-Germain pigliatutto, dove ritroverebbe l'amico Neymar. Una guerra tra sceicchi, ​Mansour Al Nahyan, membro della famiglia reale di Abu Dhabi, che controlla il City, e Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, a capo del gruppo che possiede il club parigino. Entrambi con ricche risorse, in grado di accontentare Leo in tutto. Pochissime chance - invece -  di vederlo nella Major League, all'Inter Miami di David Beckham: gli Usa sono nei suoi pensieri, ma non è ancora arrivato il momento. Messi è sul mercato, che strano sentirlo.