57
E ora c'è chi rimpiange Valverde. Per il Barcellona, infatti, le cose vanno male. Dopo essere stato salvato da Griezmann in coppa del Re giusto all'ultimo momento e contro l'Ibiza, squadra di terza divisione, il Barça cade malamente in casa del Valencia. E non c'è scandalo in questo due a zero che ridimensiona la squadra di Setien ed invece esalta i valenciani praticamente protagonisti di un'impresa.

Maxi Gomez batte Messi, insomma. E forse proprio in questo duello tra campioni c'è l'essenza della gara, visto che Gomez ha trascinato la sua squadra - e ha fatto pure gol -, mentre a Messi non è bastato essere il migliore  d'una compagnia che l'ha lasciato spesso solo. Troppo solo per mettere sotto un Valencia assai meglio organizzato e motivato. Si rilanciano così, i "pipistrelli", reduci, oltretutto, dalla umiliante sconfitta di Mallorca e appena appena rinfrancati dalla vittoria in Coppa col Logrones.

Dunque, dopo due vittorie non certo convincenti, ma comunque utili per avviare il suo lavoro, il nuovo allenatore del Barça comincia a fare i conti con problemi seri. E anche con un Real Madrid che ora può allungare. E non bastasse, questo match si porterà dietro pure l'ombra d'una violenza della quale Valencia, ancora con le ferite della terribile tempesta Gloria che l'ha colpita qualche giorno fa, certo non sentiva il bisogno.

Poco prima del match, infatti, violenti scontri, una vera e propria guerriglia, è scoppiata attorno allo stadio per la presenza di centinaia di tifosi blaugrana arrivati a Valencia senza biglietto ma decisi ad assistere ugualmente alla partita. E ancor prima di questo, con la voglia di scontrarsi con gli ultrà di casa. Un arresto e un centinaio di fermati, il bilancio provvisorio degli scontri, con danni ingenti ad auto e negozi.

Sul prato del Mestalla, invece, allo "scontro" rinuncia presto il Barcellona. Solito quattro-tre-tre per Setien, che per le assenze di Suarez e Dembele mette in prima linea Messi, Griezmann e il giovane Fati. Lo stagionato Gameiro e il ventitreenne Maxi Gomez, invece le punte del Valencia, al quale manca (per squalifica) Parejo, anima e capitano della squadra, mentre Rodrigo, almeno in avvio, s'accomoda in panchina.
Non è che il Barcellona rinunci a tener palla, ad occupare spazi e a comandare la partita, ma quasi mai riesce a produrre un calcio serio. Pericoloso, insomma. Di contro, ogni volta che il Valencia abbandona la sua tattica d'attesa e parte forte, per Ter Stegen sono preoccupazioni. Come poco dopo l'avvio (12'), deve superarsi per parare un tiro dal dischetto di Gomez (non un gran tiro, in verità), ma comunque un'occasione d'oro della quale l'uruguayano non sa approfittare.

Un segnale d'allarme che, comunque, il Barcellona non raccoglie, visto che continua nel suo statico palleggio che non porta a nulla. Anzi, prima della mezz'ora, il povero Ter Stegen è assai bravo a deviare prima sulla traversa un siluro di Gomez e sulla respinta a negare a Gameiro un gol che sembrava fatto. Insomma, il Barcellona tiene palla e il Valencia sfiora il gol: il ritornello della partita è questo.

Partita che s'infiamma poco prima del riposo, quando l'arbitro ferma il gioco per un fallo di Umtiti a metà campo mentre Torres vola in contropiede. Zero a zero che resiste, ma ancora per poco. Quando si ricomincia, infatti, il Valencia ha più fortuna. Un bel cambio di gioco, un destro poderoso del solito Gomez e decisivo il tocco di Jordi Alba sul quale Ter Stegen non può nulla. Vantaggio sacrosanto del prossimo avversario dell'Atalanta in Champions.

Ma il Barcellona non ci sta. Meglio: Messi non ci sta, visto che è veramente l'unico a reagire, a tentare di riacciuffare almeno il pari. Una punizione che sfiora la traversa di Domenech (67'), poi, tre minuti dopo, un'altra conclusione che Domenech para, i tentativi della Pulce solitaria. Ma è troppo poco ed è troppo solo Messi per dar pensieri veri ad un Valencia che si difende bene e attacca meglio. Tant'è che trova pure il secondo gol.

Rimessa rapida, suggerimento di Rodrigo - in campo al posto di Gameiro - e destro di Gomez angolato e forte. E' l'apoteosi per il Mestalla che da diciassette anni aspettava questa gioia. E’ la fine, invece, per il Barcellona che torna da Valencia a testa bassa. Il Barcellona più triste e messo male degli ultimi tempi. Peccato per il Napoli che allo scontro di Champions manchi ancora tanto.