Calciomercato.com

  • MI RITORNI IN MENTE: 2 giugno 2008, Mou all'Inter

    MI RITORNI IN MENTE: 2 giugno 2008, Mou all'Inter

    • A.P

    Esattamente tre anni fa, il 2 giugno 2008, Josè Mourinho diventava allenatore dell'Inter. Una data che i tifosi nerazzurri difficilmente dimenticheranno.

    Un personaggio che divide. A volte scomodo perchè senza peli sulla lingua. Talvolta inopportuno. E' per questo che dovunque è stato Mourinho ha fatto sempre parlare di sè scatenando a volte incredibili polveroni. Come quando ai tempi del Chelsea accusò l'allora allenatore del Barcellona Frank Rijkaard di essersi incontrato con l'arbitro Frisk o quando mimò le manette durante Samp-Inter o ancora quando, poche settimane fa, ha accusato il Barcellona di favoritismi dopo il doppio confronto di Champions. Odiato dagli avversari ma amato, quasi venerato, dai suoi tifosi e dai suoi giocatori.


    Ma partiamo dall'inizio. Figlio dell'ex calciatore Félix Mourinho, di ruolo portiere, Josè da giovane comincia la carriera da calciatore come difensore. Mou junior non ha la stoffa del campione e a soli 24 anni appende le scarpette al chiodo e decide di dedicarsi allo studio di schemi, moduli e tattiche.

    Josè comincia dalla panchina degli 'Allievi' del Vitoria Setubal, poi passa all'Estrella Amadora come vice di Alves. Sarà però l'inglese Bobby Robson a credere in lui e a dargli una chance. Mou inizia addirittura come interprete di Robson allo Sporting Lisbona. L'allenatore inglese intravede in quel 29enne portoghese delle potenzialità e lo porta con sè come secondo al Porto. Nel 1996 sempre Robson lo chiama con sè al Barcellona come suo vice. Durante i festeggiamenti per la conquista della Coppa del Re, Mou afferra il microfono e urla "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore". A volte la vita fa dei giri strani.


    Nel 2000 il salto. A Mourinho viene affidata la panchina del Benfica. L'anno dopo è alla guida dell'Uniao Leiria. Nel dicembre 2001 comincia la bellissima avventura con il Porto, culminata con l'incredibile conquista della Coppa Campioni. Mou però non partecipa ai festeggiamenti in campo.
    'Prima della partita ho ricevuto minacce di morte se avessi lasciato il Porto", dichiarerà più tardi. I tifosi hanno troppa paura di perderlo.

    La paura è fondata perché nel 2004 lo Special One (così Mourinho stesso si è autodefinito) comincia una nuova avventura al Chelsea. Due titoli nazionali, una Coppa d'Inghilterra, due Coppe di Lega e una Community Shield. Il 20 settembre 2007, complici in rapporti non più idilliaci con il presidente Abramovich, viene esonerato. I suoi giocatori lo salutano con le lacrime agli occhi. Il rammarico è di non essere riuscito a regalare la Champions ai Blues.


    Il 2 giugno 2008 l'Inter ufficializza il suo arrivo. A Mou andranno 10 milioni di euro a stagione. Il primo anno il tecnico di Setubal mette in bacheca 'solo' una Supercoppa italiana e uno scudetto. L'anno dopo è quello dell'indimenticabile triplete: campionato, Coppa Italia e Champions League. Il 22 maggio 2010 al Santiago Bernabeu l'Inter batte per 2-0 il Bayern Monaco e dopo 45 anni alza di nuovo al cielo la Coppa dalle grandi orecchie. Mourinho, protagonista fino in fondo, rovina un po' la festa annunciando il suo addio. Struggente l'abbraccio, ripreso da una telecamera indiscreta, con Marco Materazzi. Dietro la porta c'è già il Real Madrid ad attenderlo. Il resto è storia dei giorni nostri.


    Altre Notizie