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I tifosi sognano i top player. Perché è con le loro giocate che si vincono coppe e scudetti. Ma una grande squadra non può prescindere da un grande allenatore. Non a caso si ricorda il Milan di Sacchi, quello di Capello, l'ultimo di Ancelotti. Ogni tecnico lascia la sua griffe sulla storia del calcio e del club in cui milita. 
 
I rossoneri ne sanno qualcosa. Ma Allegri ha il profilo giusto per diventare un top mister? C'è chi dice sì, chi no. Analizziamo qualche punto a favore e qualcuno contrario all'allenatore livornese. 
 
Di sicuro Acciughina, come lo chiamavano ai tempi in cui ancora giocava, ha dalla sua l'età: 45 anni ad agosto. Basti pensare che Capello da tecnico cominciò a vincere a 46 anni, mentre Allegri ha dalla sua già uno scudetto. Sacchi lo batte per due anni. Insomma, siamo in linea. Perché di fenomeni esplosi da giovani come Mourinho non ce ne sono molti. Specialmente in Italia. E dopo il rinnovo fino al 2014 il Conte Max può ambire a riempire a poco a poco la sua bacheca. 
 
L'altra dote di Allegri è la fermezza. Chi si aspettava che Berlusconi cambiasse idea su Ronaldinho? C'è voluta tutta la cocciutaggine di Max, per giunta appena arrivato al Milan. Ha rischiato e l'ha avuta vinta contro il parere del padrone. Che coraggio! Sempre con lui sta avendo vita dura un mito rossonero come Inzaghi ed è andato in panchina il quasi genero del capo Pato. Insomma, la personalità non gli manca.
 
I suoi difetti? Con Allegri in panchina al Milan si è visto ben poco il bel calcio. Sarà pure scuola Galeone, ma il Conte Max preferisce il pragmatismo allo spettacolo. Di per sé non è un difetto, ma spesso il suo Milan sembra muoversi male, quasi a caso. Senza un'idea di gioco precisa, appeso alle giocate di Ibra e a momenti di furia isolati. 
 
In più per ora non è che abbia fatto sfracelli. Ha vinto uno scudetto? Vero, ma con la squadra più forte del torneo e lottando contro un'Inter indebolita e un Napoli poco abituato alle vette della classifica. Quest'anno ci si aspettava una conferma agevole, ma per ora il Milan sta giusto ripetendo l'annata scorsa. E visto il record negativo di punti di una vincitrice di uno scudetto stabilito l'anno scorso (eguagliata l'Inter del Triplete di Mou), non è detto che basti chiudere a 82 punti per portare a casa lo scudetto. Insomma, Allegri non è ancora un dominatore.
 
In Champions League sinora i risultati non sono esaltanti. Fuori agli ottavi con il Tottenham l'anno scorso, secondo nel girone dietro al Real nel 2010 e dietro al Barça quest'anno. Siamo ai minimi tollerabili. Ma il giudizio è sospeso: vediamo che farà quest'anno. Una pericolosa tendenza è quella di non entusiasmare contro le big, sia in campionato che in Europa. Contro Tottenham, Barcellona e Real Madrid, le tre grandi affrontate in Europa, zero vittorie. In campionato brillano i successi sull'Inter dello scorso anno, più la Supercoppa e il 3-0 al Napoli a San Siro. Ma quest'anno ha perso con i nerazzurri, con la Juve e pure con il Napoli. Insomma, quando si alza il livello qualche limite del suo Milan viene fuori. Per carità, magari la colpa non è di Allegri. C'è da considerare la variabile Ibrahimovic (grande con le piccole, piccolo con le grandi), gli infortuni e chi ne ha più ne metta. Ma un grande allenatore non si fa con i se e con i ma. Così saremmo capaci tutti...