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Secondo le statistiche di WhoScored.com il primo anno in massima serie di Bennacer assomiglia molto a quello di Torreira con la Samp. L’uruguayano aveva allora più o meno la stessa età di Ismaël. La sua precisione nei passaggi toccava l’ 86,6%. Bennacer al termine di questo campionato si è fermato all’ 86,4%. Se nella Samp Torreira collezionava 60,5 passaggi a partita anziché 51,4 come l’algerino, forse un po’ di questa differenza dipendeva dal contesto e dalla posizione in classifica. La Samp di Giampaolo, non l’ Empoli della retrocessione. I passaggi chiave di Torreira erano uno a partita, quelli di Bennacer, 0,9. I tiri in porta a partita dell’uno (0,5) combaciano perfettamente con quelli dell’altro, e alla voce contrasti, mentre l’ex doriano faceva 2,8, il regista di Andreazzoli 2,6 a partita. Non c’è dunque solo una somiglianza vaga tra i due, per stile e statura (Bennacer tra l’altro è appena più alto). Parliamo di profili veramente funzionali al gioco di Giampaolo, in quanto anche nelle statistiche più raffinate si avvicinano. D’accordo, Torreira negli intercetti andava meglio (2,5 vs 1,5), ma nel numero di assist? Bennacer ne ha firmati ben 5 (secondo altre fonti 3) in questa stagione. Torreira il primo anno zero. E i dribbling? I passaggi lunghi? Ai milanisti che storcono il naso sentendo parlare di Bennacer chiedo di riflettere su queste ultime tre voci. Ci servono per individuare alcune differenze specifiche.
 
BENNACER LANCIA – Sì, Bennacer ha molta più confidenza con il lancio lungo. In confronto a Torreira, che nel 2016/17 ne disegnava circa 2,3 a partita, l’algerino ne effettua quasi il doppio (3,9). Ricordate lo splendido lancio per Caputo (il palo di Caputo!) durante Empoli-Milan? Parentesi: Ismaël è mancino, Lucas è destro. 



MEZZALA O VERTICE BASSO? - Va anche detto che questa era solo la sesta giornata di campionato, e Bennacer giocava ancora da mezzala (il mediano era Capezzi). A differenza di quanto avvenne con Torreira nella Samp, l’algerino è diventato il regista dell’Empoli solo a stagione inoltrata. Per la precisione dalla decima giornata, il 27 ottobre, dal famoso Empoli-Juve in cui i bianconeri la spuntarono con grande fatica nella ripresa, grazie a una doppietta dell’alieno Ronaldo. Sulla panchina c’era ancora Andreazzoli, che sarebbe stato esonerato di lì a poco dopo il 5-1 di Napoli. Bene, Andreazzoli disse allora che Bennacer aveva fatto una partita “eccellente”  contro la Juve, malgrado l’episodio del rigore su cui ritorneremo più avanti. Così Bennacer non solo venne riconfermato in quella posizione al San Paolo, ma anche al Castellani alla prima di Iachini (Empoli-Udinese). Aveva trovato il suo ruolo, la sua dimensione in massima serie. Sia che giocasse nel 4-3-2-1 di Andreazzoli, sia nel 3-5-2 di Iachini. Da mezzala infatti (in B il vertice basso lo faceva Castagnetti, nell’Empoli di Andreazzoli) sembrava non aver ancora assimilato il salto di categoria. All’inizio addirittura non era nemmeno titolare, poi giocava a singhiozzo. Qualcosa è cambiato sul serio (e per sua fortuna) quando è stato spostato al centro. Anche per questo motivo non credo che Giampaolo ricerchi in Bennacer la mezzala, né tanto meno il trequarti che c’è in lui: in A Bennacer si è fatto notare principalmente da regista.  
 
BENNACER DRIBBLA -  Bennacer inoltre ha dribblato il triplo di quanto faceva Torreira nel primo anno di Samp (1,8 vs 0,6). Quando si è calato nella parte del regista, l’algerino non ha dimenticato i guizzi e quel po’ di estro che gli serviva come il pane nei ruoli precedenti. È rimasto sé stesso. Magari anche con un filo di incoscienza. Come definireste altrimenti questa uscita dal pressing bianconero?



Considerate che era la sua prima volta contro la Juve, non solo la sua prima da regista. Per quanto non si possa definire propriamente un dribbling, questa risalita palla al piede contro l’attacco bianconero ha le stesse probabilità di riuscita di un safari in bicicletta. 
 


È che Bennacer pedala forte. È un regista talmente verticale (cosa che piace un sacco a Giampaolo), che riesce spesso a sorprendere i suoi aggressori. Questi semplicemente non si aspettano certe “sgusciate”. Ed ecco quattro giocatori della Juve tagliati fuori, sopra la linea del pallone. 



I RISCHI – Per quanto bravo tecnicamente e rapido e veloce, il rischio però è sempre quello: esagerare. E qui veniamo al rigore causato proprio in quel battesimo di fuoco. Ve lo mostro, però poi non generalizzate, sembra che abbia imparato subito. A parte questo errore marchiano infatti, Bennacer da allora non ne ha commessi altri altrettanto evidenti, assurdi. Una squadra come l’Empoli, che si doveva salvare, non poteva certo permetterselo.   
 


Perché qui si andò a intrufolare tra Bernardeschi e Dybala? Bastava un semplice tocco a uno dei due compagni davanti, se proprio non voleva spazzare. Invece niente, finì per franare su quel furbetto di Dybala. 



FANTASIE – Ma torniamo alle cose belle. Bennacer è un regista verticale non solo quando porta, ma anche quando passa il pallone. È questo il requisito fondamentale per giocare in quel ruolo con Giampaolo. L’algerino, d’accordo, sa fraseggiare nello stretto, ma è soprattutto bravo a imbucare nei corridoi verticali e diagonali che si aprono a centrocampo. Vi riporto un esempio quasi barocco.    
 

Empoli-Genoa: Bennacer riceve dal laterale sinistro per impostare e viene subito pressato da Veloso. L’algerino insiste sul lato forte provando ad aggirare l’avversario con un ricciolo palla al piede. 



Contemporaneamente Traoré esegue un ‘controricciolo’ senza palla: si crea per un istante un corridoio evanescente, e Bennacer lo vede in tempo. La tocca piano ma giusta, in favore di corsa.