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La prova del 10. Non solo il numero sulle spalle, ma anche la continuità di prestazioni e il minutaggio in campo da ampliare in maniera decisa: Brahim Diaz deve dimostrare in questa stagione di essere pronto a diventare a tutti gli effetti un titolare del Milan e non più una semplice alternativa, come capitato spesso la passata annata per la presenza in rosa di Hakan Calhanoglu, l'uomo dietro le punte passato all'Inter nell'ultima estate.

SOLO 9 VOLTE PIU' DI 70, CON 3 GOL - I numeri non mentono, da questo punto di vista. Per lo spagnolo ex Real, tornato in rossonero in prestito biennale con diritto di riscatto ed eventuale recompra da parte dei Blancos, l'anno scorso infatti sono state soltanto 9 le partite disputate per più di 70 minuti, di cui quattro in Europa League, contro Rio Ave, Lille, Sparta Praga e Celtic, e cinque in Serie A, contro Fiorentina (due volte), Crotone, Spezia e Cagliari, oltre ai 70' messi a referto nel big match con la Juve risolto proprio da una sua perla. In occasione di queste gare l'andaluso ha realizzato tre reti, dimostrando di meritare la fiducia di Stefano Pioli.
LA FIDUCIA, IL 10 E L'INIZIO COL BOTTO - Fiducia confermata dai dirigenti Maldini e Massara in sede di mercato: il numero di maglia assegnato e la scelta di non acquisire un trequartista che possa oscurarlo ne sono la conferma esplicita. Il Milan crede in Brahim Diaz, già autore di un gol e mezzo in queste prime due giornate di campionato: la rete decisiva messa a segno contro la Samp e il "gollonzo" realizzato colpendo involontariamente di fondoschiena il tiro di Leao, poi assegnato al portoghese. Insomma, gli inizi sono stati dei migliori: per passare l'esame però serviranno altre prove.

@AleDigio89