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Il Milan di Stefano Pioli si basa su poche ma fondamentali certezze. La prima è il modulo, il 4-3-3 che sta iniziando a dare seppur piccole, ma importanti soddisfazioni. La seconda è l'assetto difensivo che parte principalmente dalla coppia centrale composta da Mateo Musacchio e Alessio Romagnoli. Chi sta provando a scalfire queste gerarchie è Mattia Caldara anche se il suo rientro non è ancora così vicino.

PRONTO, MA NON PRONTO - Caldara è finalmente guarito dai tanti, troppi, problemi fisici che lo hanno condizionato al punto da farlo scendere in campo soltanto in due gare in un anno e mezzo. Per l'agente Giuseppe Riso il centrale classe 1994 "È pronto, sta bene. Mi dice che si sente meglio giorno dopo giorno" eppure per Pioli Caldara non è ancora degno di essere considerato fra gli elementi a disposizione: "​Sta meglio ma non è pronto per giocare con noi. Gli serviranno un paio di settimane per colmare il gap, è un giocatore importante, ma gli manca ancora qualcosina".
IL RIENTRO SLITTA - E allora qual è la verità? Come sempre sta un po' nel mezzo e vede Caldara clinicamente guarito al 100% e quindi, in caso di emergenza, potrebbe essere abile e arruolabile. Per il momento, tuttavia, per l'allenatore rossonero Caldara non dà le stesse garanzie che dà Musacchio. Per questo, probabilmente, sarà testato ancora, magari in qualche amichevole interna o nuovamente con la Primavera, ma per rivederlo in campo, da titolare, un suo rientro attivo è ipotizzabile dopo la sosta invernale quando oltre al lavoro atletico Caldara potrà sostenere, insieme ai compagni, anche il richiamo di preparazione atletica. Il Milan non vuole correre rischi e vuole rivedere in campo il difensore soltanto al 100%.