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Gerry Cardinale è pronto a calarsi a capofitto nella sua nuova avventura alla guida del Milan. Il numero uno di RedBird, il fondo statunitense che si appresta a rilevare il pacchetto di maggioranza da Elliott dopo il signing dello scorso 1° giugno, ha parlato al Financial Times di quelli che sono i suoi progetti per il club rossonero e ha rivelato qualche retroscena in merito al suo blitz italiano in occasione della chiusura dell'affare, come l'incontro col direttore dell'area tecnica Paolo Maldini, il cui rinnovo di contratto è considerato una priorità assoluta.

L'ACCORDO CON ELLIOTT - "Per me è stato molto importante trovarci assieme. Abbiamo trascorso 3 ore e mezza ed è stato fantastico", ha dichiarato il nuovo patron del Milan. Che si è poi addentrato in alcuni dettagli tecnici dell'operazione, chiusa nel giro di quattro settimane per un ammontare complessivo di 1,2 miliardi di euro, beneficiando di un prestito da parte dello stesso fondo Elliott, che rimane comunque nell'assetto societario come socio di minoranza: "Questo ci ha permesso di muoverci molto rapidamente, portare a termine un affare, consentire loro di continuare a partecipare nel modo per loro più vantaggioso", ha aggiunto il fondatore di RedBird. 
SERVE LO STADIO - Tra i progetti nella testa di Cardinale per consolidare ed incrementare ulteriormente la crescita del brand Milan c'è la realizzazione di un nuovo stadio di proprietà, terreno ben noto al fondo statunitense che ha una partecipazione pure nel Liverpool e che in Francia ha acquistato il Tolosa riportandolo in Ligue 1: "Abbiamo avuto molta esperienza con i progetti di stadi negli Stati Uniti. Milano e l'Italia meritano uno stadio di livello mondiale che ospiti il meglio dello sport e dell'intrattenimento su scala globale. C'è una grande opportunità a livello macro con la Serie A. Non dovrebbe esserci questo tipo di differenziale di entrate sul lato mediatico tra Serie A e Premier League inglese".