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Sorpasso effettuato. E pazienza se nel tabellino non c’è nemmeno un nome rossonero, ma soltanto quello di Lirola, autore dell’autogol dell’1-0 che condanna il Sassuolo. Al Milan basta e avanza così per scavalcare l’Inter e trovarsi per la prima volta al terzo posto, dopo aver chiuso il 2018 a otto punti dai nerazzurri. E a Gattuso basta e avanza così per festeggiare le sue nozze d’oro alla guida del Milan, anche se la sua panchina numero 50 trema fino all’ultimo dei 5’ di recupero. Dietro questo importantissimo successo, infatti, ci sono troppe sofferenze e troppi passi indietro nel gioco che devono far riflettere pensando al futuro, perché Romagnoli e compagni subiscono più del previsto il Sassuolo, prima e dopo essere passati in vantaggio e persino nel finale, quando giocano in superiorità numerica ma tengono con il fiato sospeso i fedelissimi di San Siro sino al triplice fischio dell’arbitro.
  
MEGLIO IL SASSUOLO - Il Sassuolo gioca meglio ma il Milan passa in vantaggio al 35’ grazie a una deviazione di Lirola, che nel tentativo di anticipare Piatek e Musacchio beffa il proprio portiere Consigli. Potrebbe essere la svolta che spalanca ai rossoneri la porta di una facile vittoria, ma la squadra di De Zerbi conferma di avere idee chiare, schemi collaudati e soprattutto grande personalità. Non a caso il Sassuolo che si presenta a San Siro aveva segnato soltanto 3 gol meno del Milan. E non a caso prima e dopo essere passato in svantaggio spaventa Donnarumma. Sullo 0-0 Djuricic è il primo a sfiorare il gol con un tocco di esterno sinistro deviato dal portiere rossonero con un grande intervento. Poi, sullo 0-1, è l’ivoriano Boga, schierato a sorpresa al posto di Babacar, a colpire il palo esterno alla sinistra di Donnarumma, prima di vedersi annullare per fuorigioco un bellissimo gol segnato con un colpo sotto di sinistro. E infine è Berardi a costringere Donnarumma a una difficile respinta in chiusura del primo tempo.

MILAN COMPATTO - Sorpreso dall’atteggiamento coraggioso degli ospiti, il Milan conferma però la propria solidità, frutto di un affiatamento ormai totale perché Gattuso ha battezzato la squadra tipo e non la cambia più. E così Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez compongono la consueta linea a quattro in difesa, mentre Bakayoko cerca di dettare i ritmi in mezzo al campo tra Kessie e Paquetà, con il confermatissimo tridente Suso-Piatek-Calhanoglu. Come a Roma contro la Lazio, nella sfida di martedì scorso in coppa Italia, la squadra di Gattuso, però, subisce troppo gli avversari, offrendo pochi palloni a Piatek. E così, anche se può sembrare paradossale, il Milan è costretto a giocare in contropiede, rischiando più del previsto dietro quando Boga, il migliore del Sassuolo, accelera sulla sinistra. Visto che il copione non cambia nemmeno nella ripresa, Gattuso si decide a rilanciare Biglia in mezzo al campo, anche per evitare a Bakayoko un secondo cartellino giallo dopo i troppi falli per interrompere il palleggio di Sensi e Magnanelli.

ROSSO DECISIVO - Non è merito di Biglia, però, se dopo la mezz’ora il Sassuolo si trova sotto di un gol e con un uomo in meno. Il merito è del contropiede del Milan, avviato da un lunghissimo lancio di Kessie sul quale si avventa con grande tempismo Piatek, costringendo Consigli a un’uscita fuori tempo dalla sua area. Scavalcato dalla traiettoria del pallone il portiere prova a fermare con una mano il centravanti che va a terra e Valeri espelle il portiere. Prima della decisione definitiva, però, l’arbitro richiamato dal Var va a controllare le immagini sul monitor per accertarsi che Piatek sia stato effettivamente toccato anche se leggermente dal portiere. E quindi ecco il secondo portiere Pegolo, con il sacrificio del capitano Magnanelli e il successivo inserimento di Matri al posto del generoso, ma inconcludente, Djuricic. Gattuso, invece, richiama Paquetà meno brillante del solito per puntare sulla freschezza di Castillejo. Ma al di là dei cambi, il Milan adesso occupa di più la metà campo avversaria, sfiorando il secondo gol con una conclusione di Kessie, deviata da Pegolo. Poi c’è spazio anche per Cutrone, che rileva Piatek, soltanto sufficiente stavolta perché poco e mal servito dai compagni, come succedeva a Higuain. Ma alla fine quello che conta è il risultato, a prescindere dai marcatori. E se il Milan vince a fatica su autorete, senza le prodezze dei suoi campioni, soffrendo sino all’ultimo secondo, vuol dire che questo è davvero l’anno buono per tornare in Champions.



IL TABELLINO

Milan-Sassuolo     (primo tempo 1-0)

Marcatori: 
36' pt aut. Lirola (Sas)

MILAN: Donnarumma G.; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Bakayoko, Paquetà (dal 29' st Castillejo), Suso, Piatek (dal 37' st Cutrone), Calhanoglu. Allenatore: Gennaro Gattuso. A disposizione: Reina, Donnarumma A, Castillejo, Borini, Conti, Bertolacci, Montolivo, Abate, Biglia, Strinic, Cutrone, Laxalt.

SASSUOLO: Consigli; Lirola, Demiral, Ferrari, Peluso; Locatelli (dal 18' st Bourabia), Sensi, Magnanelli (dal 22'st Pegolo); Berardi, Djuricic (dal 29' st Matri), Boga. Allenatore: Roberto De Zerbi. A disposizione: Pegolo, Lemos, Da Silva, Matri, Scamaccia, Sernicola, Odgaard, Magnani, Khouma, Di Francesco, Bourabia, Adjapong.


Ammoniti: 37'pt Bakayoko (Mi), 6' st Paquetà, 46' st Rodriguez (Mi)

Espulsioni: 19' st Consigli (Sas)​