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Sarà una sfida scudetto, una delle tante. Lo ha detto anche Pioli nella conferenza stampa di ieri. Se al Napoli mancherà il centravanti, Victor Osimhen, i rossoneri dovranno fare a meno del loro fuoriclasse, il miglior giocatore della passata stagione, Rafael Leao: squalificato a causa di un rosso che ha fatto molto discutere nell’ultima di campionato contro la Sampdoria. Il peso offensivo delle azioni del Milan ricadrà allora tutto su Olivier Giroud (anche Ibra, Origi e Rebic sono assenti causa infortunio), che dovrebbe essere supportato dal trio Saelemaekers-De Ketelaere-Messias. L’attaccante francese sarà costretto agli straordinari, ma lui stesso ha detto di essere più contento quando gioca sempre, anche se non riesce a riposarsi quanto dovrebbe.

DAL FUORIGIOCO… - Quello di stasera, poi, è uno scontro che nessuno vorrebbe perdersi, né tantomeno lui, l’uomo dei gol pesanti, l’uomo dei big match, delle notti che decidono una stagione. Era stato protagonista, suo malgrado, già nel girone d’andata, quando il Milan perse in casa contro i partenopei. Era un Giroud che ancora faticava a regalare emozioni ai suoi tifosi e, quella fredda sera di dicembre, fu la causa dell’annullamento del gol di Kessie, all’ultimo respiro, che sarebbe valso il pareggio ai rossoneri. Era stato pescato infatti in fuorigioco, nonostante la sua posizione fosse ininfluente sul risultato del tiro del compagno di squadra. Nacque quella sera, fra le polemiche, il concetto di “fuorigioco geografico”.
… ALLA ZAMPATA - La svolta, per Olivier e per il Milan, arrivò circa un mese e mezzo dopo in quel memorabile derby del 5 febbraio: la spallata su Sanchez per recuperare palla, il gol del pareggio in allungo e quello del sorpasso (quello del famoso tormentone “Si è girato Giroud”) pochi minuti dopo rimarranno sempre nell’immaginario collettivo dei tifosi del Diavolo. Un’altra spallata, decisiva, alle pretendenti al titolo, Giroud l’ha data un mese dopo, allo Stadio Maradona, nell’ultimo vero scontro scudetto, quando segnò un altro gol da rapace su assist di Calabria.

L’UOMO SCUDETTO - Insomma, per il Milan, Olivier Giroud non è solo quel centravanti preziosissimo perché fa la guerra con i centrali avversari, pressa, rincorre, protegge il pallone, spizza. Olivier Giroud è quel centravanti che, quando il pallone scotta, quando tutti gli altri hanno il braccino corto, quando si decidono le stagioni, trova la zampata che ti fa vincere le partite e lo scudetto. D’altronde, un Mondiale da protagonista, una Champions League da capocannoniere del Chelsea, un campionato francese da outsider con il Montpellier, non li vinci per caso, così come non diventi per caso l’idolo di una delle tifoserie più importanti del mondo. Olivier Giroud è l’uomo scudetto della scorsa stagione e il Milan dovrà ancora aggrapparsi alle sue possenti spalle, questa volta più per necessità che per scelta. Ma è proprio in queste situazioni che il bomber di Chambery trova il senso della sua esistenza: soffrire, aiutare e poi decidere, vincere.