Domani è il giorno della sentenza Uefa per il Milan. I cinque membri della Camera giudicante si sono riuniti e confrontati ripetutamente dopo l’udienza di martedì scorso, stendendo un verdetto in cui qualsiasi lettera sarà fondamentale, perché andrà a colpire un club storico per la storia del calcio italiano ed europeo. Il verdetto di Nyon è atteso per domani e nelle ultime ore è aumentato il pessimismo secondo La Gazzetta dello Sport. Il Milan è consapevole che l’Uefa sia orientata per l’esclusione di un anno dalle competizioni europee, ma c’è la possibilità che la pena sia più severa. 

SANZIONE - Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, c’è il rischio che la società rossonera resti lontana dalle competizioni europee per due anni. A questo andrebbe sempre sommata una multa da circa 30 milioni di euro. Già nelle prime ore successive alla sentenza era circolata l’indiscrezione dei due anni, ora ha ripreso vigore, alla vigilia del verdetto. E in vista del giudizio finale dell'Uefa è ininfluente la trattativa che Mr. Li stia conducendo con Commisso e la famiglia Ricketts per la cessione delle quote rossonere: la Camera giudicante si basa sulla difesa del Milan di martedì, le evoluzioni successive non sono prese in esame. 

TAS - Diversa può essere la prospettiva, invece, in ottica Tas (Tribunale arbitrale dello sport) di Losanna, organo a cui il club rossonero farebbe ricorso nel caso in cui la sentenza Uefa venisse considerata eccessiva. Presentarsi al Tas con un nome nuovo e dotato di ampia copertura finanziaria potrebbe fare una considerevole differenza. Sotto questo aspetto il Milan ha sempre fatto filtrare un moderato ottimismo: presentarsi a Losanna con un assetto societario diverso potrebbe essere la chiave per la società rossonera. Ma prima bisogna attendere il verdetto Uefa.