Previsto il tutto esaurito a San Siro per Milan-Arsenal. Una sfida che vale tanto per i rossoneri, il tecnico Rino Gattuso la presenta in conferenza stampa.

SU ASTORI: 'Perdiamo un grandissimo uomo, un ragazzo incredibile. L'ho conosciuto quando era al Milan, a 16 anni. mi chiedeva sempre se poteva usare la palestra, 'puoi fare tutto perchè è casa tua'. Vi fa capire che ragazzo era, l'ho salutato a Firenze e deve essere un esempio per tutti i giovani. E' sempre stato rispettoso, ci mancherà tantissimo'.

SULLA SFIDA CON L'ARSENAL: 'E' vero che domenica la squadra era molto scossa, di solito mettevano musica a palla negli spogliatoio ma c'è stato silenzio per rispetto. Loro sono in grande difficoltà, ma hanno grande qualità, segnano tanto in Europa League, ben 18. Dobbiamo goderci questo momento, la famosa asticella, tranne Bonucci e Biglia è una squadra con poca esperienza in Europa. Questa partita ci serve, confrontarci con grandi calciatori. Erano anni che non si vedevano 70000 a San Siro per una sfida europea'.

SULLE DIFFICOLTA' POSSIBILI: 'Io ho avuto esperienza da giocatore, oggi devo parlare delle difficoltà che possiamo avere a livello tecnico-tattico. Rispetto a Wenger, sono alla categoria Pulcini, allena da tantissimi anni. Loro portano tantissimi uomini per imbucare, quando abbiamo la palla dobbiamo farli correre. Non dobbiamo sbagliare a livello mentale, non dobbiamo spaventarci dai 70000 e giocarci la partita con le qualità che abbiamo. La mia squadra ha grandi qualità tecniche e fisiche'.

SU QUALI SARANNO LE FRASI PRIMA DELLA PARTITA: 'Viverla, viverla, viverla con grande gioia. La tensione ognuno di loro la vive in maniera diversa, ma bisogna essere contenti di giocare una partita così. Ci sono quelli che la sognano una vita e non la giocano, per molti di loro sarà qualcosa di nuovo. Bisogna prepararla bene e fare il massimo, se sbagli un passaggio c'è il compagno che mette una pezza. Siamo una squadra giovane: quanti anni hanno Gigio, Calabria, Cutrone? Siamo una squadra giovane, non voglio togliere nulla alla mia squadra'.

SU COME TRASFERIRA' LA SUA ESPERIENZA: 'Io li devo far scendere in campo in maniera perfetta, Carlo Ancelotti mi dava questa sensazione. Quello che succedeva in campo era già qualcosa che toccavo con mano, questo mi dava Carletto'.

SUI RICORDI DELLA CHAMPIONS: 'Io di ricordi non ne ho fatti proprio, oggi faccio un lavoro diverso. Quando vado a letto sogno Ozil o Wenger, la mia preoccupazione è quella di non far segnare l'Arsenal'.

SU CUTRONE: 'Nessuno salva il Milan, dovete smetterla di parlare dei singoli. Ogni singolo giocatore si deve mettere al servizio della squadra, a me interessa il collettivo'.

SE LA SUA SQUADRA HA RITMO E GAMBE EUROPEE: 'In Europa è un calcio diverso, quando giocavo io in Europa si lasciava più andare, le partite erano molto più aperte. Dobbiamo fare attenzione alla loro qualità, ne hanno di grandissima, Dobbiamo abbinare qualità e quantità, sono sicuro che lo faranno'.

SUL TEST PER GATTUSO: 'Non è una sfida tra Gattuso e Wenger, non c'è partita. Ha vinto tanto in carriera, da più di vent'anni allena lo stesso club. Lui sta quasi per finire, io ho cominciato solo ora. Sarà una gara interessante, io ho una mentalità forse più fresca. Lui da tanti anni gioca un calcio bellissimo, lo saluto perchè i paragoni non si possono fare'.

SE IL FATTO DI AVER SALTATO UNA PARTITA A LIVELLO FISICO PUO' PORTARE DEI VANTAGGI : 'Falla a Jack questa domanda, secondo me mi hanno odiato in questi giorni. Il carico di lavoro lo abbiamo fatto in questi tre giorni, quello pensato per la sosta'.

SULL'APPROCCIO: 'Abbiamo preparato sia la gara con la Roma che con la Lazio alla stessa maniera, giocando su 20 metri. E' solo una questione di mentalità, i primi tempi erano similari. I secondi tempi la linea di difesa si è alzata di dieci metri più in su'.

SE GLI PIACEREBBE UN PERCORSO ALLA WENGER: 'Si mi piacerebbe molto. Il problema è che lo toccano con mano i ragazzi, io veramente non so per quanti anni potrò fare ancora questo lavoro. Io conosco un modo solo, ci metto tutto me stesso. Arrivo sfatto alla sera, negli allenamenti faccio più fatica io che i ragazzi. Sono un allenatore atipico, o mi do una calmata o altrimenti non saprei'.

SULLE DIFFERENZE TRA PREMIER E SERIE A: 'Le squadre italiane in Europa si stanno facendo valere. Oggi il paragone tra azienda calcio inglese e calcio italiano è 10 a 0. Quello che succedeva da noi 10 anni fa ora succede da loro. I campioni vanno da loro. Ci sono più nomi in Inghilterra che in Italia. Facendo così, però, si possono far crescere i nostri giovani ed è una cosa che mi piace. Non è un caso che oggi si parli di Cutrone e Calabria. Se gli viene data la possibilità e se son bravi possono mostrare le loro qualità. Non solo i nostri, ma ci sono tanti giovani italiani che stanno venendo fuori'.

SU CONTI: 'Più tardi abbiamo una riunione con lui e i collaboratori, il campo di Solbiate non è in perfette condizioni e quindi non so se giocherà. L'importante è saper leggere i numeri, quanta forza ha sulla gamba operata, dobbiamo valutare tante cose. L'importante è non aver fretta, non la capisco. Se il giocatore sta bene, sappiamo qual è il valore. Io  ho il dovere di non rischiare nulla per lui e per la società. Io ci ho sbattuto la testa, un po' di esperienza su questo aspetto ce l'ho'.