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Chiudiamo l 'ultima pagina del libro dal titolo "Higuain,una delusione". La sua avventura rossonera si chiude con un brutto allenamento, quello della rifinitura alla vigilia di una partita delicata come quella di Marassi. Lo ha fatto capire Gattuso con parole chiare e dure, che offenderebbe qualsiasi giocatore: "Non è pronto fisicamente e mentalmente per andare alla guerra". Per diventare un fuoriclasse, e dunque non rimanere solo un campione, non è sufficiente solo classe, potenza e fiuto del gol, ma deve emergere anche un forte carisma ,una spiccata personalità, una innata capacità di trascinare il gruppo, di essere insomma un leader dentro e fuori dal campo.

Queste ultime doti sono del tutto ignote al cannoniere argentino. So quanto poco sia stimato (eufemismo), dai tifosi rossoneri, Leonardo Bonucci, ma fino all'ultimo allenamento, fino alla sua ultima partita, si è comportato da grande professionista. Non parlo di quello che è successo dopo, ma Higuain non ha certo imitato, in maglia rossonera, il suo ex compagno juventino, in campo.

Ora parte per Londra, ma indubbiamente non deve mostrare quelle lacune che sono  state evidenziate nelle ultime prestazioni, mollezza, scarsa reattività, difficoltà nel dribbling. Voltiamo dunque l'ultima pagina di un libro raramente emozionante. Tocca ora a Piatek, l'attaccante polacco.

Non sappiamo come sarà l'impatto con San Siro. Indossare la maglia del Milan può stordire i deboli, ma mi auguro che non succeda al "pistolero". Piatek intanto garantisce fame, rabbia, orgoglio, freschezza, ritmo, esuberanza, fiuto del gol. E' un buon punto di partenza per il nuovo bomber milanista, che ha 19 partite per arrivare in doppia cifra con la maglia rossonera: a un centravanti del Milan, l'impresa non riesce da dieci anni!