94
"I giocatori del Milan nello spogliatoio stavano consultando sugli smartphone un'app che analizza l’avversario". Giustamente Pioli ha pensato: se i tifosi del Milan si sono bevuti le favole sui fantomatici cinesi, perché non dovrebbero credere a questa ardita ricostruzione? Non possiamo pensare che la dichiarazione sull'app anti-Napoli sia farina del sacco di una persona perbene e di un serio professionista come Stefano Pioli. Ma anche se lo fosse, non intercettando questa fantascientifica dichiarazione, ancora una volta il Milan avrebbe compiuto un clamoroso scivolone, più o meno come quelli della squadra in campo. 

Ovviamente non vogliamo pensare che qualche tifoso possa credere alla versione dell'app, ma non ci stupiamo che anche questa volta buona parte della stampa abbia fatto da cassa di risonanza all'ennesima presa in giro proveniente da via Aldo Rossi. Oltretutto siamo tra quelli che non si soffermano sulla gravità del gesto dei "telefonini". Penso che se una squadra è coesa, motivata, organizzata e composta da professionisti può anche chattare 10 minuti prima della partita e poi farsi valere in campo. Purtroppo questo non è il caso del Milan: quell'immagine da pausa pranzo del liceo è sintomatica di un "mood" di menefreghismo che ormai si è installato da anni a Milanello. 

Proprio quella scarsa professionalità più volte denunciata da Gattuso e fatta intendere da alcuni "senatori" tipo Costacurta. La mia speranza e probabilmente anche quella di Boban e Maldini è che uno come Ibra riesca a fare nello spogliatoio quello che non riesce a fare la società. Cioè che riesca finalmente a far salire la soglia dell'attenzione  e della professionalità nel gruppo. E' un po' triste pensare che serva il carattere e l'intransigenza di un campione a fine carriera per ristabilire l'ordine nello spogliatoio. Di certo con Ibra prima di Milan-Napoli quei telefonini sarebbero volati nei gabinetti.